Ecco Pinocchio e il villaggio incantato il film di Palomar made in Reggio Emilia

La produzione ha richiesto due anni di lavoro di 200 persone I 26 episodi verranno trasmessi da Rai Yoyo dal 2 maggio

REGGIO EMILIA. È stato presentato ieri al Centro internazionale Loris Malaguzzi il primo film d’animazione prodotto a Reggio da Palomar, che si può già vedere in anteprima internazionale su Rai Play. È “Il villaggio incantato di Pinocchio”, libera rivisitazione della fiaba di Carlo Collodi concepita per i bambini dai 4 agli 8 anni nella piccola Cinecittà insediata nel vicino Tecnopolo.

La vocazione internazionale delle istituzioni educative reggiane ha contribuito ad allargare al di là delle Alpi la realizzazione di questi 26 episodi in coproduzione con Zdf e Zdf Enterprises, che saranno trasmessi dalle televisioni pubbliche di Italia, Francia e Germania, in particolare da Rai Yoyo a partire dal 2 maggio alle 12.25 e alle 18.20.


Il presidente della Regione Stefano Bonaccini non poteva mancare, insieme al sindaco Luca Vecchi e ai dirigenti di Palomar e Rai, alla presentazione di un’opera che accresce il ruolo e il prestigio acquisiti dalla nostra città e dall’Emilia-Romagna nell’ambito della più recente cinematografia. Presenti, inoltre, le pedagogiste dell’Istituzione nidi e scuole dell’infanzia comunali, i bambini dell’annessa scuola materna, le loro insegnanti e quelle della Collodi, la scuola primaria con sede in via Veneri, che ha fornito in corso d’opera agli autori dei giudizi preziosi per venire incontro ai gusti e alle aspettative dei piccoli spettatori, resi molto esigenti dagli straordinari progressi tecnici dell’animazione computerizzata. La produzione ha richiesto per due anni il lavoro di circa duecento persone, molte delle quali collegate a distanza anche a causa della concomitante pandemia. L’ideazione faceva capo al Tecnopolo, ma la realizzazione è stata compiuta in collaborazione con i francesi di Method Animation (On Kids and Family), che avevano ottenuto un notevole successo con il film e la serie animata “Il piccolo principe”. Palomar s’è servita della sede romana per l’audio originale in inglese, poi doppiato in italiano e nelle altre lingue. La Regione Emilia Romagna ha sostenuto l’iniziativa tramite Film Commission. La casa produttrice ha al suo attivo titoli amatissimi come Il commissario Montalbano e Braccialetti rossi, nonché il film di Giorgio Diritti “Volevo nascondermi” dedicato al pittore Antonio Ligabue, girato a Gualtieri e premiato nel 2020 a Berlino.

Come avviene nei moderni cartoni, nel “Villaggio incantato” la spettacolarità prevale sulla classica “morale della favola”. Nel capolavoro di Collodi traspare la severità dell’educazione ottocentesca, che metteva i bambini in guardia contro il “paese dei balocchi” e le insidie dei furfanti. Nella trasposizione attuale Pinocchio conserva quasi soltanto l’abitudine di dire bugie, che gli fanno crescere il naso e cercano invano di nascondere marachelle capaci di provocare piccoli guai prontamente e felicemente risolti. Lui è solo uno dei tanti personaggi liberamente ispirati alla tradizione, fatine, streghe, folletti, un “Numignolo”, un “Volpe” e i figli del Lupo cattivo, della Bella Addormentata, del Principe Azzurro, di un elfo e di un’orchessa. Gli spunti educativi sono quelli della nostra epoca, l’ambientalismo, l’amicizia, il rispetto degli altri, l’uguaglianza fra persone di diversa etnia e condizione sociale, il rifiuto dell’intolleranza e dell’esclusione.

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