Murubutu torna con un nuovo album tra amore, letteratura e miti rivisitati

Il rapper e prof reggiano Murubutu

S’intitola “Storie di pioggia e altri racconti...” il settimo disco da solista del rapper e prof reggiano  

REGGIO EMILIA. Altre storie da raccontare e dipingere, coperte di pioggia e di salti nel tempo. La scorsa settimana è uscito “Storie d’amore con pioggia e altri racconti di rovesci e temporali”, settimo disco solista del rapper reggiano Murubutu, nome d’arte di Alessio Mariani, docente dell’istituto Canossa in città. Uno dei primi artisti della scena hip-hop locale ai tempi della Kattiveria Posse e oggi uno dei nomi più rispettati del panorama italiano.

“Storie d’amore con pioggia e altri racconti di rovesci e temporali” è introdotto dalla consueta copertina grafica, un omaggio all’impressionismo francese che rispetto al passato di Murubutu accentua non poco il passaggio verso una forma sempre più “cantata”, in cui la scansione hip-hop ha un ruolo meno centrale, se non negli interventi degli ospiti come Claver Gold, Rancore, Inoki e il maestro reggae Lion D. Un ruolo sempre più importante lo gioca la cantante Dia ad affiancare i toni bassi e cupi di Mariani. Pure la produzione vede volti nuovi, James Logan, Gian Flores, XxX Fila e Red Sinapsy, già incrociati in passato ma lontani dallo storico giro emiliano che sino ad ora ha sempre curato le basi dei dischi firmati Murubutu.


Il disco ha già ottenuto un più che discreto benestare dal pubblico di Mariani, in attesa di poterlo ascoltare dal vivo. Per ora ci si può dedicare all’ascolto, alle curiosità e ai tanti rimandi delle sue materie – storia, letteratura e filosofia in primis – che rendono così peculiari i testi di Murubutu, presenti anche in questi quindici pezzi dove sbucano Ray Bradbury, il fantasma della grande pioggia ricordata in tutte le culture e in tutte le religioni, la Guerra Fredda che lambì con forza anche Reggio, e non solo l’Europa centrale. La pioggia del titolo compare spesso e volentieri, a partire dall’ode che inaugura il lavoro e dal primo singolo “Black rain”, edito assieme a Claver Gold e Rancore e accompagnato con una copertina da romanzi Urania perfetta per la distopia alla Blade Runner narrata. La storia “reale”, alla base nello scorso decennio di diversi piccoli classici di Mariani, si ripresenta con vicenda d’amore e politica ambientata nella Berlino del Muro, “Ewe and Markus”, in quella Bernauer Straße diventata il simbolo della divisione della capitale tedesca. Rimanda invece al secondo secolo “Legio XII fulminata” e al celebre Miracolo della pioggia che salvò un reparto dell’esercito dell’imperatore Marco Aurelio nella sua campagna nel Danubio, fra il 171 e il 174. Fu la pioggia a fornire energia ai legionari da giorni privi di acqua, vuole la leggenda. E a proposito di mito, non manca “Il diluvio universale”, rivisitato da Mariani. A chiudere, “Ode alla pioggia (outro)”, scritto per la mamma scomparsa.

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