Il “Peri-Merulo” diventa Conservatorio premiata un’altra eccellenza reggiana

Il traguardo raggiunto valorizza una scuola considerata da anni un punto di riferimento per la formazione e la didattica



REGGIO EMILIA. Un’altra importantissima data va scritta nell’albo della storia dell'Istituto Musicale di Reggio Emilia e Castelnovo Monti “Peri - Merulo”: quella del 19 gennaio 2022 in quanto finalmente è giunta la “statalizzazione” e quindi il riconoscimento di Conservatorio. Il traguardo raggiunto che premia una scuola considerata da anni punto d’eccellenza, è stato annunciato ieri alla presenza delle autorità cittadine, del sindaco Luca Vecchi e naturalmente del direttore Marco Fiorini con il presidente dell’Istituto Armando Sternieri, quindi l’assessora all’educazione università Raffaella Curioni e Daniele Valentini assessore al bilancio del Comune di Castelnovo Monti.


Prima dell’annuncio un sentito momento musicale con la bella esecuzione di Schon Rosmarin di Kreisler da parte di Omar Mostafa al violino e Valentina Wang al pianoforte. A seguire, coralmente, è stato commentato il risultato come frutto della stretta collaborazione tra la scuola stessa e il Comune già dall’avvio del processo avvenuto tre anni fa, quindi i chiarimenti a partire della natura del riconoscimento che riguarda i Corsi propedeutici Afam (tre anni che corrisponde nel corso di studio al terz’anno delle scuole superiori) e i successivi Trienni e Bienni accademici che rilasciano lauree di primo livello e di specializzazione equiparate alle lauree universitarie portando l’Afam (Alta Formazione Artistica e Musicale) in capo al Ministero dell’Università e della Ricerca.

Primo effetto è la stabilizzazione di una quarantina di posti di cui 32 docenti contro gli attuali 19 (s’intende dei corsi avanzati dato che il corpo docente della scuola è di circa 130 insegnanti) per un onere finanziario di 3 milioni ai quali va aggiunto un milione dei Comuni di Reggio e Castelnovo. Una commissione ha vagliato tutti parametri di carattere amministrativo, didattico, infrastrutturale, di dotazione strumentale, numero di iscritti, tasso qualitativo delle attività formative, produttive e di ricerca espresse dall’Istituto. Nel commentare il punteggio ottenuto dal nostro Istituto, Fiorini e il presidente Sternieri hanno puntualizzato che è stato raggiunto il massimo proprio sulla stabilità finanziaria, valutazione ottenuta per il lavoro virtuoso da parte degli enti locali i quali, per altro, assicurano ancora adesso con il nuovo corso di mantenere il sostegno nei confronti dell’attività riferita agli alunni dai 6-16 anni e ai progetti legati al territorio. «Abbiamo ottenuto una valutazione inferiore sugli spazi e i locali da utilizzare che per l’espansione della scuola che conta 700 alunni da tempo sono insufficienti – ha spiegato Marco Fiorini – non ne parliamo adesso per il Covid: infatti l’attività delle orchestre è sospesa per questo motivo». A questo proposito si sta pensando a ricavare dei locali idonei nella vicina via Samarotto e altri interventi riqualificativi sono previsti ai Chiostri di San Domenico, per i quali sono già in atto valutazioni tecniche, potranno essere resi disponibili nuovi spazi per la didattica e in particolare per la musica d’insieme. «Il nostro Istituto è un tassello fondamentale della Società della conoscenza – ha spiegato Sternieri – quella basata sulle competenze e sulle “infrastrutture immateriali”, come la formazione, la crescita culturale e professionale, di cui Reggio Emilia è dotata e su cui continua opportunamente a investire». In ogni caso la soddisfazione da parte di tutti ieri era evidente, in quanto il riconoscimento ha guardato appunto all’eccellenza. E non era scontato: in Regione l’ha ottenuto l’Istituto musicale “Verdi” di Ravenna, ma l’Orazio Vecchi di Modena non ce l’ha fatta.

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