“I come imbuto”, sillabari in mostra dal Medioevo fino agli anni '50

L’inaugurazione alla Biblioteca Panizzi, dal cui Fondo provengono abecedari italiani e stranieri piacevoli da sfogliare

REGGIO EMILIA. Alla biblioteca Panizzi arriva una mostra che ripercorre la storia del più fedele alleato di tutte le bambine e i bambini che imparano a leggere e scrivere: il sillabario. L’esposizione “i come imbuto”, curata da Chiara Panizzi e Maurizio Festanti, mette in valore le raccolte di sillabari antichi conservate negli archivi della biblioteca.

In mostra è possibile osservare oltre cento esemplari di sillabari e altri documenti antichi, prodotti dalla metà del Settecento al secolo scorso. L’esposizione è visitabile nella sala mostre della Panizzi fino al 16 aprile dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 19. L’ingresso è gratuito e per accedere è obbligatorio il Green Pass rafforzato. 

L'antico progenitore del sillabario era costituito in epoca medievale da una tavoletta di legno sulla quale veniva incollato un foglio con l’alfabeto, maiuscolo e minuscolo, con il segno della croce e con il Pater noster. Fu nel corso dei secoli che il sillabario venne a configurarsi come un prodotto tipografico di qualità, tanto da sollecitare l'interesse di importanti artisti ed illustratori. Il ruolo fondamentale che ricopre l’illustrazione in questi libri, inoltre, fa di essi degli oggetti colorati, belli e piacevoli da sfogliare anche per le lettrici e i lettori più giovani e questa comunione tra utile e dilettevole è alla base della fortuna dei sillabari.

La raccolta dei sillabari della biblioteca Panizzi, che conta oltre cinquecento abbecedari, copre uno spazio temporale che va dalla metà del Settecento fino agli anni Cinquanta del secolo scorso, testimoniando un’interessante evoluzione dei metodi e degli strumenti pensati per l’apprendimento e offrendo nello stesso tempo suggestivi spunti relativi alla storia dell'immaginario infantile. La mostra è divisa in cinque sezioni tematiche che approfondiscono altrettanti aspetti della storia dei sillabari, facendo di “i come imbuto” un’esposizione che contamina materie e linguaggi e racconta a tutto tondo una pagina importante della storia della didattica locale, nazionale e a tratti internazionale.



La sezione “Prima del sillabario” offre uno spaccato sull’approccio alla didattica prima dell’età moderna, attraverso il quale è possibile scoprire gli ausili che erano a disposizione dei bambini del Medioevo per iniziare a leggere. Si passa poi a una sezione dedicata all’Evoluzione del sillabario, che propone un punto di vista sul percorso che i sillabari hanno intrapreso nel corso della storia. Di grande interesse è la selezione di materiali scelta dai curatori per raccontare la storia dell’apprendimento a Reggio Emilia, partendo dall’esperienza scolastica in età napoleonica, fino ad arrivare all’ampio processo di alfabetizzazione dei ceti popolari attuato a inizio Novecento dalla politica socialista prampoliniana. Dopo una sezione sugli Alfabeti illustrati, che porta l’attenzione del pubblico sull’affascinante esperienza del sillabario come libro d’artista, si passa alla sezione conclusiva della mostra, dedicata ai Sussidi didattici che trovano la loro ragione nella necessità di unire l’utile al dilettevole.