Si riparte da “Il Nero” al Teatro Herberia

Lo spettacolo, un adattamento dall’Otello di Shakespeare, aprirà venerdì (ore 20) la seconda parte della stagione

REGGIO EMILIA. La seconda parte della stagione di prosa del Teatro Herberia di Rubiera, ideata e promossa da La Corte Ospitale, prende il via venerdì 21 gennaio 2022: sei appuntamenti, fino al 3 aprile 2022 che avranno tra i protagonisti Occhisulmondo, Frosini/Timpano, Teatro Dei Gordi, Leonardo Lidi, Monica Nappo, Fabrizio Sinisi e Mario Scandale, per una stagione che continua a mettere al centro la comunità e gli artisti. Anche in questa seconda parte di stagione gli spettacoli inizieranno alle ore 20.

«La seconda parte di stagione – afferma Giulia Guerra, direttrice di Corte Ospitale – è un augurio ai nostri spettatori, agli artisti e a noi stessi di poterci ritrovare nei mesi futuri in serenità e insieme intorno al teatro. Sei appuntamenti, sei nuove occasioni di incontro che in modi molto diversi ci permettono di raccontarci attraverso un rito, quello del teatro, che ci rappresenta e tenta di restituirci il nostro presente. Sei occasioni importanti per ribadire come il teatro sia pratica inclusiva e democratica: ad esso non vogliamo e non possiamo permetterci di rinunciare».


La stagione prende il via quindi venerdì con “Il Nero” dall’Otello di William Shakespeare, con Daniele Aureli, Amedeo Carlo Capitanelli, Chiara Mancini, Raffaele Ottolenghi, Matteo Svolacchia, Giulia Zeetti, regia di Massimiliano Burini per una produzione Occhisulmondo, Caracò, Fontemaggiore Centro di Produzione.

“Il Nero”, terzo lavoro della compagnia Occhisulmondo su Shakespeare, si concentra sull’Otello, sul quale viene operata una traduzione e un adattamento per tentare di immaginare un linguaggio più prossimo al nostro tempo. Dramma multiforme e stratificato dove il pubblico e il privato si rincorrono continuamente all’interno di un’architettura fantasmatica che ne oscura i limiti, gli angoli, rendendolo a tratti apparentemente inafferrabile. Ci troviamo in Europa, in un’Europa dove il conflitto razziale, culturale, politico e sociale, viene esasperato da attacchi terroristici, da un nemico invisibile. In questo clima di paura e di perdita della sicurezza, un gruppo di persone, una classe dirigente, si ritrova bloccato all’interno di un Teatro dove si sta celebrando un matrimonio segreto. Le tensioni esterne, la situazione d’allarme, si scontrano con le pulsioni, i desideri e le paure dei personaggi. Che cosa genera la paura? Dove nasce l’odio? Può un’azione descrivere chi sei?

Secondo appuntamento, il 2 febbraio, con “Gli sposi”, romanian tragedy, uno spettacolo di Frosini / Timpano, regia e interpretazione Elvira Frosini e Daniele Timpano, testo di David Lescot, traduzione di Attilio Scarpellini, produzione Gli Scarti, Accademia degli artefatti, Kataklisma teatro. “Gli sposi” è la storia di un'ordinaria coppia di potere, Nicolae Ceausescu ed Elena Petrescu. Entrambi vengono dalla campagna. Si ritrovano a militare nel Partito Comunista. Niente sembra distinguerli dai loro compagni. Tranne il fatto che sono un po' meno dotati della media. Creature senza smalto in un mondo senza orizzonte. Dittatori capricciosi e sanguinari, questi Macbeth e Lady Macbeth dei Balcani hanno seminato la paura nel popolo rumeno per poi finire sommariamente giustiziati davanti alle telecamere, sotto gli occhi del mondo, il 25 dicembre 1989.

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