Ai teatri di Reggio torna il musical con il mitico “Hair”

Da oggi a domenica al Valli va in scena una storia senza tempo ancora oggi simbolo della controcultura hippie

REGGIO EMILIA. Dopo quasi due anni di assenza causa Covid, il musical ritorna al Teatro Municipale Valli che propone da questa sera “Hair, the tribal rock-love” musical prodotto da Mts Entertainment e Compagnia dell'Alba.

Scatenato, coloratissimo, emozionante, coinvolgente, creato da James Rado e Gerome Ragni, autori rispettivamente del libretto e delle liriche, e da Galt MacDermot, autore delle musiche, presenta una storia senza tempo, una storia di amicizia, amore libero e pacifismo, ancora oggi simbolo della controcultura hippie, che porta messaggi di straordinaria attualità: fratellanza, multiculturalità, libertà, come desiderio di spogliarsi di tutto per essere se stessi (come nella scena di nudo di fine primo atto), ambientalismo, lotta alle differenze sociali e sessuali e impegno civile, sono alcuni dei temi che ancora oggi risvegliano la coscienza dei “nostri” giovani. Questo spettacolo riattualizza il musical della fine degli anni Sessanta, che scosse profondamente l’opinione americana in quanto raccontava la storia di una ribellione, contro la tradizione, il conservatorismo e le guerre, soprattutto contro la traumatica guerra del Vietnam.


Il musical debutta nel 1967 a New York in un teatro minore e poi, dopo 45 repliche, arriva a Broadway. Il musical aveva avuto un impatto enorme per come raccontava l’uso delle droghe, il sesso e le scene di nudo, per il cast multietnico (tra cui Diane Keaton e Melba Moore) e per il “be-in” finale, in cui il pubblico era invitato a unirsi agli attori sul palco. Ed ebbe un successo straordinario anche grazie alla colonna sonora, e diventata “di culto”: il disco uscì nel 1968 e in un anno e mezzo vendette 3 milioni di copie.

Numerose le messe in scena successive, da Los Angeles a Londra, a Sidney, fino ad arrivare a Roma, al Sistina dove i giovanissimi Renato Zero, Loredana Bertè e Teo Teocoli, con la regia di Victor Spinetti e l’adattamento dei testi di Giuseppe Patroni Griffi, portarono il rock con un cast multietnico. Oggi come allora, ovunque ci sia guerra, discriminazione razziale e intolleranza, si può rispondere con un grido di pace, un messaggio universale che attraversa la storia e le generazioni.

“Hair” è anche un film drammatico musicale statunitense del 1979, diretto da Miloš Forman, basato sull'omonimo musical di Broadway, scritto e diretto dagli sceneggiatori e compositori Gerome Ragni e James Rado. Pur ispirandosi al musical teatrale, il film si differenzia profondamente dal lavoro rappresentato a Broadway, non solo nella trama ma anche nella sequenza dei brani. Fu presentato fuori concorso al 32º Festival di Cannes.

Protagonista del musical, al Valli, una “tribù” dai capelli selvaggi scatenata e musiche che inneggiano all’amore e alla libertà al ritmo di famosissime canzoni come Aquarius, Hair e I Got Life. L’Era dell’Acquario sta per tornare... e proprio i capelli rappresentano simbolicamente il rifiuto totale nei confronti della guerra: i protagonisti del musical portano i capelli lunghi come espressione del rifiuto di entrare a far parte dell’esercito americano. Lo spettacolo va in scena questa sera e domani ore 20.30, mentre domenica sarà alle 15.30.

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