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Allo Spazio C21 l’arte di strada si mostra, prolifera e aggrega

L’esperienza nata da un’idea di Eugenio Sidoli e Sandra Varisco: «Una passione diventata studio»

Giulia Bassi

REGGIO EMILIA. «Un’esperienza originale», la definisce semplicemente il fondatore e ideatore Eugenio Sidoli. Ma sta di fatto che il suo SpazioC21 da cinque anni si fa notare per la formula espositiva innovativa e per la freschezza delle proposte artistiche la cui evidente caratteristica, al di là del valore delle opere, è quella di non essere mai scontate.


A questo proposito le sette vetrine che si affacciano sul cortile di Palazzo Brami (in via Emilia San Pietro 21, a Reggio) sono periodicamente dedicate alla promozione di espressioni artistiche giovani, nate e cresciute in pratiche spontanee di strada – il graffiti writing e l’arte urbana – e maturate poi in esecuzioni indoor, sia pittoriche che di arti applicate. Ma c’è dell’altro, in quanto lo Spazio21 è divenuto una realtà solida la cui forza propulsiva nasce da una progettazione accurata, articolata e soprattutto coerente nell’intento di valorizzare giovani emergenti, chiamandoli anche a realizzare le opere sul posto come se fossero “in residenza”. Così mentre promuove un lavoro di divulgazione, lo SpazioC21 si sta trasformando in un punto di aggregazione di una comunità artistica sempre più ampia. Anche per questo motivo ci piace considerarlo il progetto culturale dell’anno.

«Gli artisti presentati nello SpazioC21, nazionali e internazionali, sono tutti legati da una comune nascita in contesti metropolitani – spiega Eugenio Sidoli – molti hanno sviluppato il loro talento nella pratica di scrivere o dipingere la propria tag, o il proprio nome, sui muri o sui treni; altri hanno esplorato pratiche artistiche come la stencil art, la poster art, il subvertising o i murales. In gran parte non sono ancora noti, ma già dominano il mercato dell’arte internazionale, dalle gallerie alle aste, dalle collezioni private ai musei». Alla base del lavoro di Sidoli e di sua moglie Sandra Varisco vi è una profonda ricerca in un contesto di frontiera. Il loro interesse per i graffiti e l’arte urbana è nato nel contesto di una vita vissuta in parte tra Svizzera, Serbia e Spagna, e un decennio trascorso a Roma, luoghi che hanno indirizzato la loro sensibilità alla scoperta di un movimento artistico globale e metropolitano, nato negli anni ’70 da una sottocultura nelle strade di Philadelphia e New York, importato in Europa negli anni ’80. «Di queste espressioni “spontanee”, spesso irriverenti e ai limiti della legalità, ci hanno coinvolto la diversità dei codici estetici – dice Sidoli – e una scena artistica che interpreta in modo critico e pop le istanze della nostra società. Ne abbiamo apprezzato la sensibilità sociale, la consuetudine al confronto diretto con il pubblico, sia in strada che sui social, la capacità di accogliere influenze di altre sottoculture e l’attitudine positiva alla condivisione di esperienze».

Per alimentare la loro passione, hanno frequentato festival, fiere underground e centri sociali; hanno seguito progettualità in piccole gallerie e associazioni culturali; hanno raccolto libri, cataloghi, magazine; hanno visitato studi, garage e appartamenti. Con la complicità e l’amicizia dei primi contatti all’interno della “cultura”, hanno esplorato lo spazio oltre la strada di molti artisti italiani e stranieri. «Abbiamo acquisito le prime opere realizzate su media tradizionali come la carta, la tela, il legno, il metallo o altri materiali, anche di recupero – dice Sandra Varisco – e abbiamo compreso che la pratica outdoor, esercitata nello spazio architettonico e sociale metropolitano, o quella carica di adrenalina vissuta con i compagni sui binari della ferrovia, è ispirazione vitale per il lavoro più intimo sviluppato in studio».

A partire dal 2019 la progettualità dello SpazioC21 si è concentrata soprattutto su tre fronti: il supporto all’attività artistica individuale, con acquisizioni di opere e organizzazione di residenze per progetti di ricerca specifici; le installazioni (www.spazioC21.com); e ultimo, la ricerca e acquisizione di documentazione multimediale per alimentare un archivio e un centro studi sulla cultura del graffiti writing, della street art e del nuovo muralismo. «Crediamo che questa generazione di artisti abbia talento per competere con i migliori alfieri dell’arte contemporanea anche se galleristi e istituzioni italiane hanno finora dimostrato meno interesse dei loro colleghi stranieri. L’influenza di graffiti writing e arte urbana nel design e nella moda non sono tuttavia in discussione e la lista dei talenti che sono passati da SpazioC21 e hanno già ricevuto riconoscimento internazionale è ormai molto lunga».

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