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In arrivo una app per conoscere i tesori nascosti di Reggio Emilia

L'ingegnere Maurizio Zamboni

L’ha ideata Maurizio Zamboni, presidente del Rotary Club: «Dedicata ai turisti ma anche ai reggiani»

REGGIO EMILIA. Da una vita l’ingegnere Maurizio Zamboni si impegna a fondo per la valorizzazione della nostra città, non solo con il proprio lavoro in quanto fa progetti edilizi e architettonici (ricordiamo il bellissimo recupero del complesso dei Chiostri di San Pietro effettuato insieme a suo figlio, l’architetto Andrea, Palazzo Scaruffi oppure quello oramai storico della Fonderia sede di Aterballetto), ma da quando si è insediato come presidente del Rotary Club intende portare a compimento l’interessante iniziativa finalizzata alla creazione della web-app Visitareggio che illustra nel dettaglio i monumenti e le opere d’arte della città.

«L’idea mi è venuta tre anni fa per contrastare il complesso d’inferiorità di cui soffre Reggio dal punto di vista della propria immagine – puntualizza Maurizio Zamboni – Cosa posso fare di concreto per fare apprezzare davvero le sue bellezze? Mi sono chiesto. Allora ho ideato questo strumento informatico (diverso se usato su computer fisso o su smartphone o tablet) che consente a chiunque di conoscere e visitare i beni culturali della città di Reggio Emilia con il supporto di una guida virtuale che vada oltre la semplice mappatura dei beni ma consente di entrare virtualmente all’interno di chiese, palazzi, monumenti e di esplorarne i contenuti con immagini e informazioni culturali, strumento di cui oggi la città di Reggio è priva. In questo senso non solo è uno strumento utile ai turisti, ma intende rivolgersi anche ai cittadini che desiderano approfondire la conoscenza della propria città».


Per la realizzazione del progetto, che doveva essere presentato la primavera scorsa ma che per problemi di ritardi legati alla pandemia slitterà di un anno, il Rotary ha stipulato una convenzione per collaborare con l’Unimore e con il Comune; un altro accordo è stato fatto con la Diocesi di Reggio e Guastalla, mentre per la realizzazione tecnica è stata contattata la software-house Certhidea. «Mi auguro che diventi uno strumento utile per sapere di più apprezzare certi particolari non solo di chiese – spiega Zamboni – ma anche di dimore storiche, palazzi che sono stupendi ma inaccessibili. Per ogni monumento o opera d’arte ci sono foto d’autore, una descrizione in italiano e in inglese, una clip sonora e (questa è una novità assoluta) per gli edifici vengono riportate le rispettive piante con la possibilità di cliccare su pallini rossi che mostrano le opere d’arte più importanti. Così si scoprono delle bellezze che non sapevano di avere, per esempio un quadro o un affresco o una scultura, ma anche un particolare che a occhio nudo, magari in una chiesa non bene illuminata, può sfuggire».

Quando nel marzo prossimo la app sarà online, saranno caricate una ventina di schede per arrivare nei due anni successivi a renderne utilizzabili una quarantina. «Questo progetto del Rotary si armonizza con l’intenzione da parte del Comune di potenziare il turismo – sottolinea l’ingegnere – e con l’iniziativa dell’Ufficio Beni Culturali della Diocesi che da tempo, come l’Associazione Città di Reggio, organizza delle accurate visite guidate alle chiese del centro e ai palazzi vescovili».

Ma come funzionerà in concreto l’app? «Davanti alle chiese, ai palazzi e ai monumenti più importanti della città – risponde Zamboni – verrà collocata una targhetta QR Code per consentire a chiunque vi si avvicini di visualizzare tutte le informazioni e immagini che siano state caricate nel sito di connessione. Quindi il turista o il cittadino, dopo aver inquadrato la targhetta, vedrà nello schermo del proprio smartphone la scheda del bene con una brevissima descrizione e una pianta dell’edificio in cui sono disposte icone per indicare la posizione delle opere d’arte, per esempio le cappelle all’interno di una chiesa in cui stanno i dipinti o gli affreschi più importanti. Cliccando sull’icona che interessa – continua – si aprirà l’immagine del dipinto o le immagini degli affreschi col nome dell’autore, l’iconografia e tutte le informazioni che saranno state preventivamente inserite. Ci sarà anche una mappa generale della città con tutti i beni schedati geo-referenziati e percorsi tematici».

Zamboni, decisamente soddisfatto del lavoro avviato anche per i numerosi consensi raccolti, in primis l’entusiasmo dell’assessore alla cultura Annalisa Rabitti, tiene a sottolineare che «esso rientra in pieno negli scopi del Rotary la cui finalità è la pianificazione di progetti a servizio delle comunità».

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