Il coro Il Bosco torna a cantare in memoria di Loris Giberti

Il coro Il Bosco

L’appuntamento dedicato all’amato presidente è domani alle 16.30 nella chiesa di Rivalta. Il maestro Trapani: «Sei stato tu trent’anni fa a chiamarmi per fondare la corale»

REGGIO EMILIA. Tornare a cantare per la prima volta dall’inizio della pandemia, ma farlo senza un amico e una guida. Domani (domenica 19 dicembre) alle 16.30 nella chiesa di Rivalta la corale “Il Bosco” ricorderà Lorenzo Giberti, da tutti conosciuto come Loris, scomparso meno di un mese fa a causa di una malattia contro cui combatteva da tempo.

Ex sindaco di Cadelbosco Sopra dal 1993 al 2004, nonché ex direttore generale della Legacoop, presidente Ifoa e membro della Camera di Commercio e della Cassa edile di Reggio Emilia, Giberti era anche il presidente del coro “Il Bosco”, dove cantava come basso e incantava il pubblico, creando curiosità e aspettativa, come voce narrante. «Sereno, sorridente, sguardo diritto e sicuro, con sullo sfondo le montagne da lui amate», lo ricorda il maestro del coro Francesco Trapani, a nome di tutti gli altri membri. «Circa trent’anni or sono Lorenzo mi interpellò: voleva fondare a Cadelbosco un coro che facesse rivivere le emozioni provate da bambino, quando tra le viuzze di un borgo allora non ancora alla moda, ascoltava le note del maestro Valcavi che cantavano di una Regina dei monti, un canto che parlava di angeli, di una bianca neve che avvolgeva nel suo silenzio ogni cosa mentre leggera cadeva, come petali di un fiore, e attutiva il martellare di un magnano che ruotava di casa in casa chiamando le “spusote” per tappare i buchi delle pignatte (allora costavano troppo comprarle nuove) che l’uso aveva consumato».


Così nel 1994 nasce la Corale Il Bosco, il cui nome deriva dagli alberi che, fin dai tempi della contessa Matilde, riempivano la zona tra il Traghettino e il Boschetto. «Fu Lorenzo che battezzò quel gruppo di venticinque tra (allora) ragazze e ragazzi che, dopo essersi esibiti in un palco molto posticcio, sotto il campanile della chiesa (si festeggiavano le mamme), decisero di continuare – racconta Trapani – e Lorenzo con le sue conoscenze, dato che era il primo cittadino, ci portò in concerti di prestigio non solo nel territorio comunale, ma anche oltre i suoi confini e fino in Germania per far ascoltare ai cittadini di Friedberg il nostro Grosser Gott wir loben dich e Stille Nacht “mit italianischer akzent” (con accento italiano) come avevano definito e applaudito i quotidiani locali».

Ma i ricordi si affollano: «Era il primo luglio del 2000 quando la restaurazione del prestigioso organo Traeri della chiesa parrocchiale fu coronata da un sensazionale concerto con un maestoso Regina caeli eseguito dal Coro Il Bosco con l’accompagnamento del maestro Primo Iotti. Queste solo alcune pennellate di quella mirabile tela che Lorenzo, Loris per noi, aveva dipinto con il suo coro che, grazie al suo generoso e fattivo intervento, aveva anche prestato la sua voce in concerti a favore di opere umanitarie, sia nella ricostruzione di alcune strutture distrutte dal terremoto del 2009 in Abruzzo accollandosi tutti gli oneri per la ricostruzione della biblioteca di Paganica all’Aquila, sia esibendosi in concerti all’Aquila e a Bominaco sempre in favore di quelle popolazioni. E gli amici abruzzesi, dopo il terremoto che colpì la nostra regione nel 2012, vollero organizzare proprio a Cadelbosco una cena a base di specialità abruzzesi il cui ricavato andò a favore dei nostri terremotati. Sì Loris – conclude Trapani – il tuo posto nel Coro degli Angeli te lo sei proprio meritato; per questo vogliamo ricordarti nel nostro primo concerto, da quando ci hai lasciati».

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