L’Aquila di Ligonchio continua a volare e torna a Sanremo: «Sarà l’ultimo in gara»

Iva Zanicchi

Iva Zanicchi soddisfatta di essere stata scelta tra i big «Anche se dovrò lottare contro i miei nipotini-ini-ini» 

REGGIO EMILIA. «Prima una cosa brutta e subito dopo una cosa bella. Ero dolorante con la caviglia fasciata per una distorsione quando ho saputo che sarò tra i big al Festival di Sanremo. La mia vita va avanti così, come un’altalena».

È inconfondibile la risata di Iva Zanicchi che, dopo essere stata costretta a dare forfait sabato a “Ballando con le stelle” per una distorsione, già si vede sulla scalinata di Sanremo. In gara per l’undicesima volta. A 82 anni compiuti (li festeggerà a gennaio) ma “non pervenuti”. Unica donna ad aver vinto ben tre volte il Festival: nel 1967 con “Non pensare a me”, nel 1969 con “Zingara” e nel 1974 con “Ciao cara, come stai?”.


Allora, Iva, quando ha avuto la bella notizia?

«Ma guarda, in realtà l’ho saputo quando l’hanno imparato tutti, e mi sono stupita perché l’annuncio ufficiale era previsto per il 15 dicembre. E io aspettavo serenamente quel giorno. Devo ammettere che un po’ me lo aspettavo perché Amadeus mi aveva detto che la canzone era piaciuta... Vorrei sottolineare che sono stata molto brava a non fare trapelare nulla. Nessuna illazione, nessun sospetto, nessuno aveva fatto il mio nome tra i probabili big. E così è stato un fulmine a ciel sereno».

Come mai la decisione di tornare, proprio quest’anno, al Festival?

«Volevo che questo fosse il mio ultimo Sanremo in gara, e così sarà. Certo, non smetterò mai di cantare, ma basta gareggiare. So che sarà una lotta impari e piuttosto dura, ma anche molto stimolante. Che poi io sono una lottatrice nata quindi non chiedo di meglio».

Perché parla di lotta impari?

«Ma hai visto i nomi dei big? È vero che ci sono anche Massimo Ranieri e Gianni Morandi ma la maggior parte dei cantanti che mi troverò di fronte potrebbero essere i miei nipotini-ini-ini. Io ne ho due e hanno 19 e 23 anni, quindi è proprio così».

I titoli delle canzoni sono ancora top secret, ma cosa ci può dire del suo brano?

«Posso dire che porto a Sanremo una canzone un po’ classica, con una grande melodia e passaggi blueseggianti come piacciono a me. Sono anche felice perché a scrivere questa canzone, e a propormela, è stato un cantautore bravissimo e purtroppo dimenticato, Italo Ianni. Così come ho potuto contare su un grande arrangiatore musicale, Celso Valli. Penso sia davvero una bella canzone. Forse non piacerà ai giovanissimi, ma sono convinta che quando i sentimenti “passano” e toccano il cuore, allora hai fatto la cosa giusta».

Lei ha vinto Sanremo tre volte, ma è anche finita in fondo alla classifica.

«Premetto che preferirei nel caso arrivare ultima che penultima. Arrivai penultima nel 2003 con “Fossi un tango”, una canzone molto sofisticata ma un tipo di proposta che il pubblico non si aspettava da me. Sono stata penalizzata da questo. E poi dal fatto che ero accompagnata da due ballerini e il regista riprese loro per il 90% dell’esibizione».

Aspettando il Festival non si fa mancare nulla. Era molto attesa la sua partecipazione come “ballerina per una notte” alla seguitissima trasmissione di Milly Carlucci.

«E purtroppo ho dovuto dare forfait. Avevo la possibilità di farmi un bel tango con un bel giovane (Gabriel Garko, ndr) e sono andata a cadere mentre camminavo su delle foglie bagnate. Poi ho sbattuto contro un cordolo. E dire che a casa, da sola come una scema, mi ero anche allenata perché a me piace ballare, e molto. Ma mi riprenderò presto, massimo una settimana».

L’Aquila di Ligonchio è sempre lei. Vola alto. E non abbassa le ali.

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