“Dante a Bismantova” dall’Antipurgatorio alla stesura del Paradiso

Giuseppe Ligabue e Clementina Santi accompagnano il lettore lungo il percorso che il poeta ha verosimilmente compiuto 

CASTELNOVO MONTI. Molti si sono fermati in passato a questi pochi versi della Commedia: “montasi su Bismantova in cacume con esso i pié; ma qui convien ch’om voli”. Ma c’è qualcuno che è andato oltre.

È questa la premessa degli autori di “Dante a Bismantova. Viaggio alla montagna del Purgatorio”, Giuseppe Ligabue e Clementina Santi. Un libro che vuole essere un viaggio e una ricerca approfondita. «Racchiusi in un volume – sottolineano i due – che ha l’intento di accompagnare il lettore lungo il percorso che il poeta ha verosimilmente compiuto dalla Toscana a Bismantova attraversando l’Appennino e soprattutto salendo sulla Pietra che diverrà la montagna del Purgatorio. Pellegrini come lui, seguendo le orme di Dante. Passo dopo passo, capitolo dopo capitolo».


«Nel nostro lavoro – evidenziano Ligabue e Santi – durato cinque anni e scritto al termine di una ricerca bibliografica e documentale davvero approfondita, ci siamo confrontati con alcuni grandi dantisti: tra essi Emilio Pasquini e Marco Santagata, scomparsi purtroppo pochi mesi fa». Un volume, edito da Corsiero Editore, dove si intrecciano informazioni, testi, documenti e numerose novità. «Tra esse, alcune nuove tesi sul Purgatorio e la sua montagna. E alcune inedite informazioni su Bismantova, vero e proprio crocevia dell’Appennino a quei tempi, e sull’eremo che sorge nei pressi della Pietra, realizzato secondo noi in piena epoca Longobarda e cioè molto prima di quanto fino a oggi ipotizzato».

Un libro che viene da lontano. «Circa cinque anni fa ci siamo confrontati e abbiamo deciso di intraprendere questa avventura – spiegano gli autori –. Subito sembrava utopia. Poi, pian piano, attraverso ricerche e studi, le nostre ipotesi hanno trovato riscontro. Le novità non mancano, certo, ma è logico che da parte nostra ci sia massima disponibilità al confronto e si sia pronti ad accogliere punti di vista diversi. La Pietra, ad esempio, ci pare essere, in particolare nei primi dieci canti, l’Antipurgatorio. E la sua cima piatta, assieme alla pineta di Classe, potrebbe aver particolarmente colpito Dante. Tanto da considerarle entrambe essenziali nella stesura del Paradiso”.

“Dante a Bismantova” sarà presentato il 4 dicembre ore 17 al museo Diocesano di Reggio. «Sarà l’occasione – precisano gli autori – anche per ringraziare una volta di più tutti coloro che ci hanno aiutato e sempre sostenuto in questi anni di ricerche. Con una menzione particolare ai professori Pasquini e Santagata, per l’aiuto e l’appoggio. E a Mirco Manuguerra del Centro Lunigianese Studi Danteschi che ha collaborato nel perfezionamento di alcuni passi»..