“Una buona ragione” per non andare a scuola? La rivela Matteo Razzini

Il libro-spettacolo debutta oggi a Cadelbosco Sopra  L’autore: «Per risalire dobbiamo riscoprire lo stupore» 

Cristina Fabbri

CADELBOSCO SOPRA. Quanti di voi hanno cercato, almeno una volta, di trovare una scusa per saltare la scuola? Ecco, il nuovo libro del reggiano Matteo Razzini si basa proprio su questo desiderio che, prima o poi, ha attraversato la mente di molti, da bambini o da adolescenti, forse per saltare una interrogazione ostica o solo per stare a casa a giocare. “Una buona ragione” è il titolo del volume, illustrato da Beatrice Zampetti ed edito da Zoolibri. Razzini ce ne parla più nel dettaglio.


A chi è rivolto?

«A tutte le bambine e i bambini che di andare a scuola non ne vogliono sapere. A chi ha buone ragioni e a chi le vuole ascoltare. Ma anche ai grandi che amano entrare nelle storie assieme ai più piccoli».

Di cosa parla?

«Una sera il protagonista è illuminato da un pensiero: “Non è giusto svegliarsi così presto per andare a scuola”. La mamma gli risponde che se le fornirà una buona ragione potrà restare a letto. “Tutto qui? Io sono pieno di buone ragioni!”. Dalla mattina dopo, il protagonista si sveglierà prima del previsto per presentare, ogni volta, una buona ragione diversa…».

Come nasce questo libro?

«Chi non ha mai sognato di restare a casa da scuola, non per dormire ma per giocare? Io ne inventavo di ogni. Pensando alla mia esperienza mi sono accorto di quanto questa storia fosse senza tempo: lo si faceva una volta, lo si fa oggi, e lo stesso accadrà domani».

Ridere è terapeutico, per i grandi e i bambini. In questo periodo ancora di più. Questa è un po’ la morale?

«L’ansia che abbiamo respirato è una zavorra che ci ha trascinato verso il basso e per risalire abbiamo bisogno di essere lievi come una sciocchezza: il riso è sacro. Per i piccoli il senso è quello di lasciare andare le briglie dell'immaginazione e di trovare il divertimento del gioco anche nella sconfitta (in questa storia ci sono molti “no”). Per i grandi è quello di riuscire ad innalzarsi al livello dei bambini: potrebbero riscoprire lo stupore perduto».

Ne trarrà uno spettacolo, come ha fatto per altri libri?

«Certo. Sarà uno spettacolo di narrazione (teatro d’attore e clownerie) pensato per tutta la famiglia».

Detto fatto. Lo spettacolo debutta oggi, con firma copie, in biblioteca a Cadelbosco Sopra alle 16 con replica alle 17.30. «Ci tengo a dire – aggiunge Razzini – che Zoolibri vuole bene alle storie. È stato bello consegnarla nelle loro mani: se ne sono presi cura e le hanno confezionato un vestito meraviglioso. Anche Beatrice Zampetti, illustratrice talentuosa, disponibile, e sensibile, ha voluto bene a questa storia. È stata preziosa».

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