“My place” dà il via alla stagione del MaMiMò: «Perché il corpo è il nostro primo rifugio»

Lo spettacolo in scena stasera alle 21 al Teatro Piccolo Orologio. Angela Ruozzi, condirettrice della compagnia MaMiMò: «Ricostruiremo il ponte tra arte e città»

REGGIO EMILIA. Inizia oggi, con lo spettacolo “My place - Il corpo e la casa” la stagione 2021-22 del Teatro Piccolo Orologio, organizzata dal Centro Teatrale MaMiMò.

«Finalmente cominciamo questa stagione, composta da molte ospitalità... per ricucire il dialogo tra artisti e spettatori, la relazione tra spettatore e spettatore, il ponte tra arte e città», spiega Angela Ruozzi condirettrice artistica del MaMiMò. Per questo, evidenzia, «l’abbiamo intitolata “Rifugi”. Perché vogliamo rendere il teatro un rifugio culturale, uno spazio di incontro e di arricchimento per permettere alla persone di incontrarsi attraverso una proposta poetica e discutere di cultura. Del resto il Teatro Piccolo Orologio, essendo uno spazio intimo, consente di respirare insieme agli attori, di trasportare lo spettatore dentro gli spettacoli. Questo luogo può colpire chi non è abituato ad andare a teatro poiché può sperimentare una situazione immersiva emozionante».


Tutto questo inizierà questa sera (ore 21) con “My Place”, creazione di Qui e Ora Residenza Teatrale con la regia di Silvia Gribaudi. In scena tre corpi nudi – o meglio in biancheria intima – volutamente messi in evidenza. Tre donne – le attrici Francesca Albanese, Silvia Baldini e Laura Valli – non più giovani ma non ancora vecchie, certamente non perfette. Ma belle. Perché autentiche. E disposte, in uno show surreale, ad offrirsi al pubblico per quello che sono, corpi senza casa né spazio, sfrattate dal proprio io, lanciate a inseguire, divorare e moltiplicare le proprie ombre. Con passo leggero e sguardo ironico e tragicomico sul femminile.

Per riallacciarsi al tema “Rifugi”, Angela Ruozzi ribadisce l’aderenza del contenuto dello spettacolo: «Il nostro primo rifugio è il corpo anche se qualche volta da lui vogliamo scappare perché non ci piace. Il corpo-casa è l’immaginario intorno a cui si sviluppa il lavoro di scena, da quel luogo le attrici partono per svelare momenti di fragilità e di bellezza, per restituire spaccati di intimità, per disvelare un posto segreto, un luogo fisico o uno spazio dentro di noi, comunque territorio della visione. Poche parole, quadri visivi, corpi in movimento. Un racconto fisico che va a indagare i luoghi dell’intimo».

Silvia Gribaudi riduce in brandelli la prosa, abbatte gli steccati della danza, raccoglie i cocci della cultura borghese, portando in scena tre corpi-rifugio che risplendono di normalità.

La stagione proseguirà sabato 30 ottobre con “Art” di Yasmina Reza (Premio Moliére 1994) produzione del Teatro della Tosse, «che accompagnerà il pubblico in un viaggio (rifugio) dentro all’arte contemporanea: si tratta di una commedia crudele e divertente sull’amicizia, un testo dalle notevoli qualità drammaturgiche in ogni caso accattivante per i giovani che vengono per la prima volta a teatro. In una stanza, tre amici si confrontano sulla qualità artistica di un quadro completamente bianco, discutendo sul prezzo per il quale è stato acquistato da uno dei tre».

Il 13 novembre al Teatro Piccolo Orologio (via Massenet 23, a Reggio) arriverà “Piccola Patria” di Lucia Franchi e Luca Ricci, un titolo di teatro civile. «Una riproposizione dall’anno scorso – spiega Ruozzi – quando lo spettacolo doveva andare in scena alla Sala Tricolore... e il 26 e 27 novembre proseguiremo con “Due passi sono” con la coppia Giuseppe Carullo e Cristiana Minasi che porteranno la poesia al Teatro Piccolo Orologio». Si tratta di una favola poetica – vincitrice del Premio Scenario Ustica 2011 – ancora in grado di emozionare il pubblico di tutta Italia. «In dicembre (dal 10 al 12 e dal 22 al 26) – continua Ruozzi – sarà di scena la nostra produzione a cui abbiamo dato il titolo di “Stelle nere” con Fabio Banfo che ne firma anche la drammaturgia e la regia».

Il 6 gennaio la prima parte della stagione si chiuderà con “Voglio la luna!”, uno spettacolo per famiglie che vede in scena Fabio Spadoni alle prese con la luna: la desidera e la tiene tutta per sé, ma poi capisce che così facendo la sta “rubando” agli altri, anche ai bambini. E allora, con un gesto poetico, deciderà di condividerne lo splendore con tutti.

La seconda parte della stagione – facendo tutti gli scongiuri del caso – inizierà in febbraio. E sarà una grande festa...

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