Alla scoperta di Villa Levi con il Fai

Sabato 16 e domenica 17 ottobre visite guidate al bellissimo complesso di Coviolo scelto dal Fondo Ambientale Italiano  

REGGIO EMILIA. Alla scoperta di Villa Levi in compagnia dei giovani ciceroni reggiani. Sabato 16i e domenica 17 ottobre anche il bellissimo complesso di via Fratelli Rosselli a Coviolo, a lungo sede universitaria e ora al centro di un percorso di recupero, sarà la sede delle attività reggiane proposte per le “Giornate Fai d'Autunno”, l’iniziativa di valorizzazione di dimore e luoghi storici portata avanti dal Fai, Fondo Ambientale Italiano.



Villa Levi sarà aperta dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 18 delle due giornate, un’occasione per conoscere tutti gli spazi solitamente chiusi, nella disponibilità dell’università di Bologna, e per farlo assieme agli “apprendisti ciceroni” delle scuole superiori reggiane. Il ruolo di guida sarà infatti ricoperto dalle ragazze e dai ragazzi che frequentano i licei scientifici Moro e Spallanzani, il liceo classico Ariosto, il liceo artistico Chierici e l’istituto agrario Zanelli.

Per partecipare alle visite sarà necessario avere il Green Pass e indossare la mascherina protettiva, la prenotazione è obbligatoria, da effettuare online scegliendo fra gli spazi rimasti nei vari orari disponibili. L’operazione dovrà essere completata online, dal sito www.fondoambiente.it si dovrà andare nella sezione dedicata alle giornate autunnali, scegliere Villa Levi fra i vari siti coinvolti e da lì procedere sino alla prenotazione vera e propria, selezionando prima il giorno e poi la fascia.



Villa Levi è un luogo importante per la storia cittadina, una delle tre grandi residenze appartenute dall’Ottocento all’omonima, facoltosa famiglia reggiana di origine ebraica. Il nome complesso è Villa Besenzi Levi di Coviolo, a cui si affiancano, nel centro storico reggiano, Villa Enrichetta Levi in via Fontanelli e Villa Levi Terrachini in via Campo Marzio.

Nell’ultimo mezzo secolo ha ospitato i laboratori e i corsi della facoltà di Scienze della Produzione Animale dell’Università di Bologna, che acquistò palazzi e giardini negli anni ’60. Fa parte del cosiddetto “sistema di ville” realizzato nei secoli attorno al fulcro rappresentato dalla Reggia di Rivalta, un circuito che comprende anche Villa d'Este, Villa Rivaltella, Villa Gastinelli e Villa Lodesani-Falcetti

L’origine porta al 17esimo al secolo, al primo progetto voluto dalla famiglia Besenzi in stile neoclassico, ampliamento progressivamente con la creazione dei giardini esterni e altri ampliamenti affidati in momenti diversi agli architetti Domenico Marchelli e Luigi Poletti. Viene poi acquistata da Amadio Levi, storico e ricchissimo banchiere dei duchi di Modena e Parma, padre del politico e filantropo Ulderico.



Le curiosità sono tante, fra cui le cinque grandi finte finestre, disegni in trompe l’oeil sistemati sopra alle vetrate della vecchia aula magna. Una riproduzione raffinata, distinguibile come tale solo osservando fa vicino con attenzione. Un’altra peculiarità è rappresentata dai sistemi di riscaldamento e di conservazione a freddo. «Nei muri di alcune stanze si trovano delle grate la cui apertura e chiusura può essere regolata da uno sportello scorrevole. Si tratta di un antico sistema di riscaldamento che consentiva all'aria calda, proveniente dalle cucine, di raggiungere il piano nobile», spiegano i promotori. Nel vastissimo parco, in corrispondenza di un tombino di cemento, si trova invece una grande ghiacciaia sotterranea, indispensabile all’epoca per la conservazione dei cibi e delle derrate.

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