Il Teatro l’Attesa ritorna sul palcoscenico con il nuovo “Zio Vanja”

Lo spettacolo fa il suo debutto questa sera (ore 20.30) Daniele Castellari: «Il testo di Čechov come pretesto» 

Sant’Ilario. Questa sera (ore 20.30) al Piccolo Teatro in Piazza di Sant’Ilario d’Enza, il Teatro l’Attesa porta in scena “Zio Vanja. Scena di vita in campagna” di Anton Čechov.

«È piuttosto difficile – spiega il direttore artistico Andrea Castellari – raccontare come la costruzione di questo spettacolo sia stata difficile. Non tanto per la pandemia che ha impedito le prove per un po’ di tempo, o che ci ha costretti - quando si è potuto tornare in teatro, di quelle via computer non parlo perché non le considero prove teatrali - a provare seduti, distanziati, senza poterci toccare, dovendo modificare completamente l’idea di spazio scenico rispetto al “prima”. Non tanto per questo, dicevo, ma perché dopo quasi un anno siamo tornati in teatro diversi: tanti automatismi personali in più, qualche sicurezza in meno, la continua incertezza sulla possibilità di continuare col lavoro appena iniziato».


«E allora – prosegue Castellari – non sono i segni caratteristici di questo tempo che entrano nello spettacolo, ma il contrario: è lo spettacolo che risente del periodo e cerca di starci, di adattarsi senza subire le “angherie” limitative ma usandole perché il testo di Čechov le accetta volentieri per parlare di come Vanja si allontani dall'amore e dalla “spinta vitale”, di come il vecchio professore si distanzi dalla compassione - in senso etimologico - per gli altri. Per parlare, insomma, di come la forza centrifuga che ognuna delle nostre singole vite ha si accentui, diventi più impetuosa e resistente ai nostri tentativi di mantenerci vicini, quando non siamo in grado di volerci».

Il testo di Čechov è diventato a questo punto un pretesto. «Lo abbiamo scelto perché ci ha permesso di ragionare su tutto questo, di farlo divertendoci, arrabbiandoci, a volte non capendoci ma, sempre, accettando. Quindi non è solo “Zio Vanja” che mettiamo in scena. Ci mettiamo anche i conti che abbiamo dovuto fare per riuscirci».

Questi gli interpreti: Aleksandr Serebriakov è Daniele Bondavalli, Elena Andreevna è Giada Castellari, Sofja Aleksandrovna è Emanuela Volponi, Marija Vasilevna Vojnickaja è Carlotta Marconi, Ivan Petrovic Vojnickij e Gill Menozzi, Michail L’Vovic Astrov sono Francesco Marzo/Tommaso Duca, Ilja Ilic Telegin è interpretata da un manichino, Marina è Chiara Castellari con l’amichevole partecipazione di Marco Di Bari. L’illuminotecnica e le scenografie sono di Giovanni Borghi. Biglietto unico 5 euro.

Prossimi appuntamenti: Giuliana Musso con “La fabbrica dei preti” (22 ottobre) e Saverio La Ruina con il pluripremiato “Italianesi” (26 novembre).

Per ulteriori informazioni e prenotazioni, telefonare al 328/6019875 o scrivere all’indirizzo di posta elettronica info@teatrolattesa.it.

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