Lucarelli: «Ecco perché il G8 è stato un evento di svolta»

Lo scrittore ospite ieri sera del circolo Arci “Le Cucine del Popolo” a Massenzatico Al centro “Cronaca di una battaglia”, il video che ricostruisce i fatti di Genova 

Adriano Arati

REGGIO EMILIA. «Il G8 è un evento epocale, la dinamica ormai è chiara, le istanze di allora sono quelle di oggi, ma non abbiamo più fatto analisi sul momento». Torna ai giorni violenti e dolenti del G8 di Genova Carlo Lucarelli, uno dei più amati e preparati scrittori e italiani, protagonista ieri sera di un incontro pubblico al circolo Arci Le Cucine del Popolo di Massenzatico. Nell’iniziativa organizzata dall’attivissima realtà culturale, Lucarelli ha parlato della “Cronaca di una battaglia”, per citare il titolo del video realizzato nel 2009 per ricostruire gli eventi del G8, quelli che portarono ai pestaggi e ai depistaggi, alle torture, alla morte di Carlo Giuliani e a lunghi processi. «Sono già passati vent’anni – riflette Lucarelli – e non l’abbiamo poi ricordato così tanto, né il G8 e nemmeno le Torri Gemelle, per certi versi. Nemmeno le Torri Gemelle hanno avuto l’eco che ci si aspettava. Sarebbe servito soprattutto un dibattito, ci sono stati processi e sentenze, non parliamo di una cosa oscura da nascondere sotto al tappeto. Un’analisi storico-politica di quello che è successo avremmo dovuto portarla avanti comunque, e senza aspettare vent’anni».


Secondo Lucarelli c’è stata una sorta di rimozione: «Ci sono state condanne, conseguenze nel breve termine, ma poi ognuno ha fatto la sua vita e la sua carriera, come se fosse un episodio fra tanti, quando in realtà è un affare di Stato. E un momento capace di essere sempre attuale: ci dovrebbe far riflettere sul ruolo delle forze dell’ordine, dell’ordine pubblico, della politica e sulle istanze presentate allora. Sono finite nascoste in quel grande macello ma sono quelle di cui parliamo adesso. I Social Forum parlavano di riscaldamento globale, di green economy, di diritti del lavoro». E ora? «Siamo allo stesso punto, siamo indietro di vent’anni anni sulla gestione dell’ordine pubblico come del riscaldamento globale».

La riflessione porta anche alla percezione dei fatti, allora e oggi: «Intanto, non è un grande mistero italiano, è un evento in gran parte chiarito, le responsabilità sono emerse ed è venuto fuori chi aveva ragione. Sino a un certo punto si vedevano solo i vetri rotti, poi abbiamo visto il sangue, i feriti. È stato un evento di svolta, in quel senso: senza Genova, mi chiedo se avrebbero menato Greta per strada alle manifestazioni per l’ambiente». «Allora – va indietro nel tempo Lucarelli – era un mondo diverso. Il G8 alcuni aspetti li ha cambiati, ha fatto capire che non si poteva più fare così, con metodi da strategia della tensione, con quella violenza. A Genova c’era un’enorme quantità di videocamere che hanno ripreso tutto, quello che è accaduto si è visto, diversi imputati fra i manifestanti hanno potuto dimostrare la loro innocenza grazie al materiale video, negli anni ’70 non sarebbe successo: la foto con la pistola era quella. Chissà come sarebbe andata oggi con cellulari e fake news».

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