La violenza sulle donne in scena al Teatro Ariosto

“Else” è un’opera teatrale ispirata alla drammatica novella di Arthur Schnitzler La drammaturga Cecilia Ligorio: «Racconta l’abuso di potere sull’intimità»

REGGIO EMILIA. S’intitola “Else” ed è l’opera contemporanea che andrà in scena all’interno del cartellone di Festival Aperto venerdì, ore 20.30, e domenica, ore 18, al Teatro Ariosto.

Ispirata alla novella di Arthur Schnitzler “La signorina Else”, è stata commissionata al compositore Federico Gardella e alla drammaturga Cecilia Ligorio (che ne firma anche la regia) per ragionare sulle molteplici forme che la violenza e lo sfruttamento del femminile assumono nella nostra società. Una storia, una violenza, che non si esaurisce con il chiudersi del sipario ma che purtroppo è esperienza reale, che si muove nel nostro quotidiano.


«Non esiste nessuna donna, ragazzina, figlia, madre, sorella, amica, che non si sia trovata almeno una volta nella umiliante situazione di sentirsi oggetto inerte di un desiderio volgare e non condiviso – scrive Cecilia Ligorio – anche se solo per un attimo, anche se in modo superficiale, così superficiale da venire considerato pericoloso o illegittimo. “Else” parla dell’abuso di potere sull’intimità, che è forse una delle più insidiose malattie del nostro tempo».

Federico Gardella spiega come ognuno dei personaggi della storia sia complice a modo suo del precipizio in cui la protagonista cade: «La storia di Else è, in effetti, la storia di un precipizio in cui ognuno dei personaggi è, a suo modo, complice – racconta – La musica disegna questo precipizio, scolpisce questo strapiombo: così l’opera si chiude con un “lamento”, un lento addio al mondo che ci invita a riflettere sulle nostre fragilità, chiedendoci di proteggerle, come si protegge un bene prezioso».

L’opera è una coproduzione della Fondazione Cantiere Internazionale d’Arte Montepulciano e della Fondazione I Teatri /Festival Aperto.

È estate. Else – una giovane viennese di buona famiglia – sta trascorrendo le vacanze in una residenza alpina. Possiede la bellezza della giovinezza, è vanitosa, sogna l’amore.

Ed è sola quando riceve una lettera sconcertante: il padre, giocatore d’azzardo impunito, ha di nuovo perso tutto, questa volta sono davvero rovinati. La madre scongiura Else di rivolgersi al ricco signor Dorsday, ospite dell’albergo, e chiedergli aiuto costi quel che costi. Ma il costo stabilito dall’inquietante uomo sarà godere della nudità di Else.

La giovane, in poche ore, precipita in un vortice di sconforto, impotenza, vergogna e angoscia. Il suicidio diventerà l’unica forma possibile di negazione e resistenza al mondo della volgarità degli adulti che la circondano e che finirà per divorarla, trascinandola verso un triste – e tragicamente banale – epilogo.

Alla nudità del corpo di Else corrisponde, nella novella di Schnitzler da cui è tratta l’opera, la messa a nudo della sua vita interiore.

L’autore si serve del flusso di coscienza per intraprendere il viaggio nelle pieghe dei pensieri della ragazza rendendoci testimoni del dialogo solitario e violento con le sue ombre.

Biglietti in vendita su www.iteatri.re.it e nella biglietteria del teatro Valli.

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