“Caleidoscopica”, l’universo a colori dell’illustratrice Olimpia Zagnoli

In viaggio tra le immagini più iconiche dell’artista reggiana che ha conquistato il mondo dell’editoria e della moda 

REGGIO EMILIA. Fascinosa. Divertente. Adatta a un pubblico di tutte le età e nello stesso tempo non banale. Anzi, “Caleidoscopica” di Olimpia Zagnoli da oggi ai Chiostri di San Pietro fino al 28 novembre potremmo sottotitolarla “la mostra della rinascita” sia per i temi considerati, il modo di trattarli cioè leggero, apparentemente scanzonato ma non senza un fondo di provocazione, sia per l’uso spregiudicato dei colori.

Lei, riconosciuta a livello internazionale tra le artiste più interessanti della nuova generazione di illustratori, torna casa nella Reggio che l’ha vista nascere nel 1988, il 29 febbraio (una data “artistica” come il suo nome) per poi abitare dall’età di sei anni a Milano.



Ma all’epoca frequentò le nostre scuole d’infanzia dove capì che del disegno non ne poteva fare a meno.

Come debito di gratitudine espone a Reggio Emilia he le regala la sua prima retrospettiva - esponendo lavori appartenenti ai dieci anni della sua carriera - e nello stesso tempo proprio quelle nostre scuole d’infanzia che l’hanno vista muovere i primi passi nel disegno la ricambiano attraverso l’articolato progetto “Capriole di pensieri”, un viaggio nella percezione e nelle invenzioni delle bambine e dei bambini delle scuole e nidi d’Infanzia della città a partire dalle suggestioni delle opere di Olimpia.

Con grande soddisfazione la mostra è stata inaugurata ieri mattina ai Chiostri alla presenza dell’artista, dell’assessora alla cultura Annalisa Rabitti, Davide Zanichelli direttore della Fondazione Palazzo Magnani, Claudia Giudici presidente di Reggio Children e la curatrice della mostra Melania Gazzotti.



Sono sette stanze di delizie dove l’illustratrice esibisce disegni, stampe, neon, tessuti, sculture in ceramica, legno e plexiglas e oggetti di uso comune.

L’esposizione che sviluppa secondo un percorso a domino, con un'immagine che ne richiama un'altra per associazioni di forma, colore, tema, dimostra come Olimpia sia in grado di esprimersi con la stessa disinvoltura attraverso i linguaggi delle arti visive come attraverso quelli del design e dell’editoria, raccontando in un ambiente immersivo la complessità dell’universo creativo dell’artista e le sue fonti d’ispirazione, che spaziano dalla storia dell’arte a quella del design e della grafica.

«Nella mostra – spiega la stessa Olimpia Zagnoli – vedo alcuni temi ricorrenti che in un certo senso riemergono e li leggo insieme: le relazioni tra i corpi, gli spazi urbani e i pattern che poi riutilizzo per la moda. Ora sono attratta dalle figure tridimensionali: mi interessa molto il fatto che i mie schizzi dopo diventino delle figure che prendono vita in mezzo alle piazze alla portata di tutte quante le persone».

Tra le immagini più ricorrenti e allegre troviamo puntualmente alcune facce con gli occhi rotanti: ci dicono che nonostante tutto dobbiamo farli nostri per rinnovare sempre il nostro stupore.

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