Al Teatro Herberia si alza il sipario per ricucire il legame interrotto

Il via l’8 ottobre con “Tanti Saluti” di Giuliana Musso, per riflettere sulla morte. La prima parte della programmazione finisce in dicembre con Oscar De Summa

RUBIERA. «Faremo tutto ciò che possiamo immaginare perché il teatro sia luogo di pensiero ed espressione per tutti i nostri concittadini, perché possa far parte delle nostre vite». Così ha detto Giulia Guerra, direttrice di Corte Ospitale, in occasione della presentazione della prima parte della stagione del teatro rubierese: tutte proposte nel segno di un teatro vivo e legato alla realtà. «Riapriamo con l’obiettivo di ricucire quel filo interrotto nei mesi appena trascorsi, partendo da una base solida: in questo periodo la relazione con la nostra comunità non si è mai persa, gli sguardi sono diventati più complici, la comprensione reciproca più forte».

S’inizia l’8 ottobre con “Tanti Saluti” di Giuliana Musso, con Gianluigi Meggiorin, Giuliana Musso, Marcela Serli, produzione La Corte Ospitale. Lo spettacolo porta in scena il tema del morire ai nostri tempi. Sei brevi monologhi mettono al centro l’esperienza diretta e la sua autentica forza poetica. Attraverso una ricerca di stampo sociologico sono state raccolte le voci dei principali testimoni dell’evento: medici, infermieri, familiari. Secondo appuntamento il 23 ottobre con “I Figli della frettolosa”, testo e regia di Gianfranco Berardi e Gabriella Casolari, entrambi presenti in scena con Ludovico D’Agostino, Flavia Neri e il coro di attori non vedenti e ipovedenti che nascerà da un laboratorio a Rubiera. Lo spettacolo affronta il tema della cecità e del significato più ampio che ha oggi la parola “vedere”. Uno spettacolo che ha più il sapore di un evento speciale, che integra il lavoro del teatro alla vita della comunità, che mette insieme attori professionisti e cittadini comuni, vedenti o ciechi che siano, che miscela una struttura drammaturgica definita con i vissuti particolari dei diversi partecipanti.


Il 5 novembre tocca a “La Città Morta”, adattamento e regia Leonardo Lidi: un D’Annunzio senza freni, ridicolo e violento. Il 12 novembre tornano i Carrozzeria Orfeo con “Miracoli Metropolitani”, regia Gabriele Di Luca, Massimiliano Setti, Alessandro Tedeschi; con “Dopo Thanks for Vaselina” e “Animali da Bar”, i testi più esistenzialisti, e Cous Cous Klan, il più distopico, questo è un testo più politico in cui l’alimentazione, il rapporto con il cibo come forma di compensazione al dolore, come alienazione di un Occidente decadente e sovralimentato, sempre più distratto e imprigionato dai suoi passatempi superflui.

Il 28 novembre il Teatro Herberia ospita la prima maratona “Guarda come nevica” della Compagnia Licia Lanera. Si tratta di uno spettacolo in tre tempi: “Cuore di cane” di Michail Bulgakov, alle ore 16, “Il gabbiano” di Anton Čechov, alle ore 18, “I sentimenti del maiale”, scrittura originale di Licia Lanera, ispirata alla figura e alla produzione poetica di Vladimir Majakovskij, alle ore 21.

Il 3 dicembre, produzione con Babilonia Teatri, “Mulinobianco. Back to the green future” (di Enrico Castellani e Valeria Raimondi) s’interroga sulla relazione che abbiamo instaurato con il pianeta che abitiamo, a quanto pare l’unico abitato, nonché l’unico abitabile nell’intero universo. Due bambini soli sulla scena che parlano a una platea di adulti. La prima metà della stagione si chiude il 15 dicembre con Oscar De Summa e il suo “Da Prometeo”. Indomabile è la notte, realizzato con il Teatro Metastasio di Prato che prende a prestito una giovane vita che, riconoscendo in sé il fuoco della passione, dell’inclusione, del cambiamento, si ritrova a fare i conti con forze nuove che l’attraversano e la dirigono, la rendono performativa prima e la annichiliscono poi.

In coda alla presentazione della stagione, prima di un articolato e virtuosistico monologo di Oscar De Summa, sono intervenute l’assessore alla cultura Rita Boni e Silvia Ferrari per parlare di “Wonderful”, una meraviglia di spettatori che tra le altre iniziative organizzano sempre incontri con gli artisti e le compagnie alla fine degli spettacoli.

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