Ai Chiostri di San Pietro le poesie di Corrado Costa in due nuovi volumi

Giulia Bassi

reggio emilia. «Corrado Costa sono due fratelli. Portano lo stesso nome anche se uno è nato nove anni dopo all’insaputa della madre» scriveva di se stesso ricordando la sua doppia figura di avvocato e poeta, sempre andati di pari passo fin da quando era entrato all’inizio degli anni sessanta nell’orbita dei “Novissimi” con Edoardo Sanguineti e Nanni Balestrini, inizio di un percorso che l’avrebbe portato nel Gruppo ’63.


Fin dal suo esordio fu tacciato di autore dilettante. Finalmente a trent’anni dalla morte del poeta e intellettuale nato a Mulino di Bazzano (Parma) ma reggiano a tutti gli effetti, per la prima volta in assoluto viene affrontato alla stregua di un qualunque altro classico della nostra letteratura, ossia con raffinatissimi strumenti che ne restituiscono il profilo di sperimentatore per nulla marginale.

Risale infatti a questi ultimi due anni la pubblicazione della sua Opera poetica a cura di Chiara Portesine, composta dai volumi Poesie infantili e giovanili. 1937-1960 (Argo 2020) e Poesie edite e inedite. 1947-1991 (Argo 2021) che verranno presentati oggi alle 19 nell’ambito del Laboratorio aperto dei Chiostri di San Pietro. Intervengono Portesine e Paul Vangelisti, modera Roberta Bisogno di Argo libri (iniziativa realizzata in collaborazione con la Biblioteca Panizzi).

Figura complessa e sfaccettata, il suo viaggio nella creatività sembra non avere una definizione precisa, in quanto è stato poeta ma anche saggista, autore di testi teatrale e attore, pittore, disegnatore persino promotore di iniziative culturali (I porci comodi del 1982): un’attività multiforme documentata dal materiale che costituisce l’Archivio Costa della Panizzi.

Pur rimanendo nei confini della produzione propriamente poetica, la doppia quanto pregevolissima fatica di Portesine ha il merito, con il primo volume, di dimostrare quanto la poesia, lungi da svaghi domenicali, sia per Costa bisogno costante fin dall’infanzia. Dall’altro, con Poesie edite e inedite, ha aperto e “riordinato” il laboratorio del Costa maturo, recuperando la più ampia selezione di inediti e dispersi finora tentata, con l’obiettivo di ribadire, carte alla mano, che in questo poeta a fare davvero sistema è ciò che non si vede.

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