Illustrazioni pop e corpi danzanti nell’autunno di Palazzo Magnani

Si parte il 24 settembre ai Chiostri di San Pietro con “Il mondo illustrato di Olimpia Zagnoli”

REGGIO EMILIA. Da una parte illustrazioni pop dai colori sgargianti, dall’altra la magia dei corpi che occupano lo spazio (approdando anche in una dimensione virtuale).

È quanto offrirà dopo le vacanze Reggio Emilia grazie alla programmazione della Fondazione Palazzo Magnani.


Dopo la conclusione della XVI edizione di Fotografia Europea – che con le 23 mostre in 7 sedi espositive e luoghi pubblici cittadini ha registrato oltre 28.000 visitatori e ha contribuito alla ripartenza sociale e culturale della città – la Fondazione è al lavoro sul programma di mostre ed eventi per il prossimo autunno: mentre Palazzo Magnani rimarrà chiuso per lavori di ristrutturazione fino alla prossima primavera, i Chiostri di San Pietro e Palazzo da Mosto accoglieranno progetti focalizzati sulla linea di confine tra linguaggi del contemporaneo.

CHIOSTRI DI SAN PIETRO

Apre la stagione “Caleidoscopica. Il mondo illustrato di Olimpia Zagnoli” mostra personale di una delle illustratrici italiane più note a livello internazionale, che, dopo il rinvio forzato a causa dell’emergenza sanitaria, sarà esposta negli spazi cinquecenteschi dei Chiostri di San Pietro, dal 24 settembre al 28 novembre.

Curata da Melania Gazzotti e organizzata da Palazzo Magnani in collaborazione con il Comune di Reggio, “Caleidoscopica” è un percorso tra disegni, stampe, neon, tessuti, sculture in ceramica, legno e plexiglass e oggetti di uso comune, che ripercorre dieci anni di carriera della Zagnoli, artista di origine reggiana che ha conquistato in pochi anni il mondo dell’editoria, della moda e della comunicazione con una cifra stilistica inconfondibile. La mostra è accompagnata da un catalogo edito da Lazy Dog Press, casa editrice specializzata in illustrazione e grafica. Il libro presenta una sequenza di associazioni, un flusso di pensiero e connessioni immediate o misteriose tra le creazioni dell’artista.

Per l’occasione verrà pubblicata un’edizione speciale del catalogo impreziosita da stampe fine art autografe in edizione limitata. Inoltre, l’artista ha creato e disegnato per la sua prima antologica a Reggio Emilia un progetto site-specific: un “giardino di sculture” composto da sei coloratissime opere di grande formato, realizzate grazie al contributo della casa di moda Marella che, con le loro linee sinuose e i colori pieni e brillanti, troveranno collocazione nei Chiostri di San Pietro.

Olimpia Zagnoli è nata il 29 febbraio del 1984 a Reggio. All’età di sei anni si trasferisce a Milano dove frequenta il liceo classico e si diploma all’Istituto Europeo di Design. La sua carriera comincia un anno dopo, nel 2008, con la pubblicazione delle sue prime illustrazioni su testate italiane e internazionali come Il Sole 24 Ore e il New Yorker. Zagnoli, che attinge tanto dal futurismo quanto dai Beatles, crea uno stile personale fatto di forme morbide e colori saturi. Le sue immagini vivaci hanno fatto da cornice a campagne di Google, Apple, Barilla, Perugina, Fiat. Recenti sono le sue collaborazioni nel mondo della moda con marchi come Fendi, Marella e Prada.

PALAZZO DA MOSTO

Dal 12 novembre al 16 gennaio, le stanze di Palazzo da Mosto ospiteranno il progetto “Orizzonti del corpo. Arte/Danza/Realtà Virtuale”, promossa e organizzata da Fondazione Palazzo Magnani in collaborazione con Fondazione Nazionale della Danza-Aterballetto. Il progetto mette in dialogo un percorso espositivo di arte contemporanea, a cura di Marina Dacci, con MicroDanze, installazioni danzate da uno, due o tre interpreti in spazi ridottissimi e della durata di pochi minuti, ideate dal direttore generale della Fondazione Nazionale della Danza, Gigi Cristoforetti.

Tredici gli artisti invitati: Leonardo Ankel Vandal, Bianco e Valente, Fabrizio Cotognini, Antonio Fiorentino, Silvia Giambrone, Gianluca Malgeri, Matteo Montani, Mustafa Sabbagh, Vincenzo Schillaci, Namsal Sedlecki, Sissi e Giovanni Termini. Le loro opere, per vocazione e assonanze, creano un dialogo con le sei MicroDanze dei coreografi Saul Daniele Ardillo, Ina Lesnanowski, Philippe Kratz, Angelin Preljocai, Diego Tortelli. Spazio anche alla fruizione virtuale immersiva con la tecnologia Oculus che sovverte completamente la percezione tra spettatore e danzatori. —

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