Nelle Oscillazioni in mostra a Pontremoli anche i reggiani di “Flag No Flags”

Il progetto che si muove tra scultura, pittura e fotografia è visitabile fino al 21 agosto nel parco di villa La Cartiera 

REGGIO EMILIA. Un’associazione culturale che muove dal desiderio di dilatare il concetto e la definizione di artista e di arte, dal nome assolutamente eloquente: “Flag No Flags”; era presente nel contesto del Circuito Off di Fotografia Europea con un’opera scenografica nella chiesa di San Carlo che documentava l’ambientazione delle opere di Michele Davoli e Beppe Villa nella serra di Villa Terrachini a Pieve Modolena.

L’esperienza si esplicava come una tensione fisica ed emotiva resa dalla scultura sonora di Giuseppe Cordaro e dal testo di Giovanni Nicolini che della immagine individua l’articolato impianto concettuale. Una rappresentazione che, di fatto, è la manifestazione di una molteplicità di esperienze e di codici, eppure appare unitaria nella forma, quasi rivelazione di una singola voce interpretabile su vari livelli.


Una sottile linea collega quest’opera con la nuova esposizione che l’associazione Flag No Flags Contemporary Art ha curato in collaborazione con l’artista fiorentino Gianni Neri e che si può vedere a Pontremoli da oggi fino al 21 agosto.

Lo splendido parco di Villa La Cartiera e i locali adiacenti della antica Fabbrica del Ghiaccio ospitano la seconda edizione di “Oscillazioni”, annuale d’arte ideata da Nō Gallery e Spazio4arte di Pontremoli nell’intento di portare una narrazione nuova del patrimonio e dell’ambiente naturale mediata dall’arte contemporanea. Il progetto, nelle diverse espressioni che includono pittura, scultura e fotografia, ha incontrato l’interesse di Emanuele Del Signore, attuale proprietario di Villa La Cartiera. Questa volta sono stati coinvolti gli autori reggiani: Michele Davoli, Beppe Villa, Giovanni Nicolini, Manuel Portioli. Nella scenografica quiete del parco, caratterizzato dalla notevole varietà di esemplari, Nō gallery allestirà le opere di questi autori: artisti solidi ben affermati, dal talento multiforme che rifuggono la banalità e pronti a sperimentare. «Io – spiega ad esempio Manuel Portioli, che vive in Norvegia da diversi anni – attraverso il mondo della pittura senza alcuna idea preconcetta, con mente aperta e volontà di sperimentare. Continuamente. Irrequieto». L’auspicio è quello di portare all’affermazione un comprensorio interamente incluso sulle direttrici della Via Francigena e recentemente annesso al progetto dell’area Mab Unesco coordinata dal Parco Nazionale dell’Appennino Tosco Emiliano, declinando nelle sue mille sfaccettature l’arte del nostro tempo, attraverso la valorizzazione delle risorse locali. Si vuole inoltre che il linguaggio dell’arte contemporanea possa assumere un ruolo attivo nella comunicazione e nella promozione del territorio determinando nuove reti di collaborazione. —

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