Ottanta candeline al Quirinale e una nuova prima a Salisburgo: Muti festeggia con la musica

Il maestro dirigerà il concerto che aprirà il G20. «La prima volta fu nel ’66, muovevo solo il braccio»

Per i suoi 80 anni, Riccardo Muti regalerà ai suoi fan e a tutti i musicofili un debutto. Infatti sul podio direttoriale del festival di Salisburgo, in agosto, dirigerà per la prima volta la “Missa solemnis” op. 123 di Beethoven alla guida dei Wiener Philarmoniker.

Apparsa nel 1823, quattro anni prima della morte dell’autore, composta “dal cuore perché vada ai cuori”, come è scritto sul frontespizio, ribadisce la fede del titano di Bonn nell’ umanità e nella trascendenza, ossia nell’amore. La scelta non è, dunque, casuale per Muti, il grande innamorato della musica, della cultura e dei giovani. Che non dimenticherà nei festeggiamenti del suo compleanno, e come ha promesso, il 31 luglio sarà a Scampia per dirigere i ragazzi della giovane orchestra del quartiere.

Ma prima ci sono altri appuntamenti a cominciare da domani, il giorno del compleanno, a Ravenna, in famiglia con la moglie Maria Cristina Mazzavillani che ha sposato nel 1969, la figlia Chiara, i figli Francesco e Domenico e i due nipoti.Il giorno dopo Muti si recherà al Quirinale per dirigere con l’Orchestra giovanile “Cherubini”, nel Cortile d’onore, il concerto che aprirà il G20 della cultura e che verrà trasmesso in diretta alle 20, 30 su RaiUno.

Poi il 30 luglio nella sua città natale, Napoli, il maestro sarà festeggiato al conservatorio di S. Pietro a Majella.

Quindi si dedicherà alle prove della Messa, che confessa non ha mai osato dirigerla, anzi, «la sola idea di farlo mi suscita un grande timore». La casa discografica Warner celebrerà il direttore partenopeo, con l’uscita di un cofanetto che raccoglie in 91 cd tutte le registrazioni sinfoniche e corali dirette tra il 1973 e il 2007.
A Firenze, dove Muti mancava dal 2016, ha aperto l’ottantatreesimo Maggio Musicale con un concerto e a settembre il direttore tornerà per l’omaggio al settecentesimo anniversario dantesco.
Riccardo Muti è nato nel 1941 a Napoli, per volontà della madre.

La famiglia viveva a Molfetta, ma secondo il curioso aneddoto che lui stesso ama raccontare, lo decise la madre Gilda Peli Sellitto, perché immaginando di dover dire all’estero dove fossero nati i suoi figli (Riccardo ha un fratello, ndr), pensò che Molfetta fosse una località sconosciuta e quindi un po’ difficile da raccontare, al contrario di Napoli che è una città famosa in tutto il mondo.
Tuttavia Muti è cresciuto a Molfetta dove ha frequentato il liceo, si è poi trasferito a Napoli per studiare pianoforte con Vincenzo Vitale e conseguire il diploma al conservatorio di San Pietro a Majella. Dopodiché andò a Milano, dove ha seguito gli studi in composizione sotto la guida di Bruno Bettinelli e direzione d’orchestra con Antonino Votto.

La prima volta che ha diretto, Muti ricorda che avvenne al teatro Donizetti di Bergamo nel 1966, però non era ancora direttore d’orchestra, e «muovevo soltanto il braccio». E invece, dirigere un’orchestra, spiega il maestro, significa, trovare il senso profondo di ogni partitura, che vuol dire donarle la vita. Nel 1967 vince il premio “Guido Cantelli” di Milano e nel 1968 debutta, questa volta sì, come direttore d’orchestra ne “La Dirindina” di Scarlatti a Napoli.

Dal 1968 al 1980 è nominato direttore stabile del Maggio Musicale fiorentino e da qui parte la sua straordinaria carriera internazionale. Ricordiamo che dal 1986 al 2005 Muti è stato direttore musicale della Scala e dal 2010 è direttore musicale della Chicago Symphony Orchestra. L’interesse per i giovani musicisti, porta Muti nel 2004 a fondare l’orchestra giovanile “Luigi Cherubini” formata da strumentisti selezionati da una commissione internazionale fra oltre 600 partecipanti provenienti da tutte le regioni d’Italia. —