Il chiaroscuro di “Celeste” premiato a Casa Cervi

Massimo riconoscimento allo spettacolo della compagnia Liberaimago di Napoli. Secondo premio a “Bubikopf”, tragedia comica per pupazzi della Politheater

GATTATICO. È “Celeste” della compagnia Liberaimago di Napoli lo spettacolo vincitore della ventesima edizione del Festival Teatrale di Resistenza.

La premiazione si è svolta a Casa Cervi in occasione della Festa della Pastasciutta Antifascista con cui ogni 25 luglio si conclude la rassegna di teatro civile contemporaneo ideata e promossa da Istituto Alcide Cervi insieme a Boorea Emilia Ovest, con il sostegno di Proges e Conad, con il patrocinio di Comune e Provincia di Reggio, Restate, Fondazione I Teatri, ErmoColle.


La giuria, presieduta da Maurizio Bercini e composta da Roberta Biagiarelli, Stefano Campani, Damiano Pignedoli, Mariangela Dosi, Lorenzo Belardinelli, Emilia Bennardo, ha decretato i vincitori di questa edizione assegnando il primo premio Museo Cervi – Teatro per la Memoria (duemila euro) e il secondo premio (mille uro).

Il primo premio è andato allo spettacolo “Celeste”, scritto e diretto da Fabio Pisano, con Francesca Borriero, Roberto Ingenito, Claudio Boschi: una storia potente e spiazzante, oltreché vera, ambientata durante la Seconda Guerra Mondiale. «Celeste – spiega la giuria – è una diciottenne ebrea del ghetto di Roma che, dopo un rastrellamento compiuto dai nazisti, si accorda con loro per aiutarli a catturare altri ebrei e avere la vita salva. Nel chiaroscuro del palcoscenico si susseguono dei quadri dove la protagonista – interpretata da Francesca Borriero – squaderna le armi della sua bellezza e del suo ingegno per sottrarsi alle grinfie della morte, ma anche a quelle di una società che all’epoca non lasciava spazi di emancipazione alle donne. Dalla contrapposizione di questi due poli scaturiscono gradualmente delle ragioni che danno conto della tremenda ed egoistica condotta della giovane: accerchiata e pressata da personaggi maschili torvi o troppo fragili, a cui gli attori Roberto Ingenito e Claudio Boschi danno note ombrose. Del resto lo spettacolo è una parabola nera e talvolta spettrale. Perché il fantasma del tradimento più bieco si cela dentro di noi e potrebbe sorprenderci quando la vita porta a estremi limiti».

Il secondo premio è stato attribuito allo spettacolo “Bubikopf: tragedia comica per pupazzi” della compagnia Politheater di Città di Castello (Perugia), ideato e interpretato da Silvia Fancelli e Damiano Augusto Zigrino, regia di Neville Tranter: «Con Bubikopf – dice la giuria – Silvia Fancelli e Damiano Augusto Zigrino compiono un lavoro che esalta la loro ammirevole tecnica di creazione e animazione dei pupazzi di gommapiuma protagonisti dello spettacolo». Il Premio Gigi Dall’Aglio è stato assegnato dalla Giuria Under 30, composta da Eleonora Taglia, Elia Italo Corradi, Sara Gozzi, Carlotta Paterlini, Tommaso Pecorari, Alessandro Tincani, Shantidas Valli e Giulia Zirotti, a “La nave dolce” di TIB Teatro (Belluno), testo e regia di Daniela Nicosia, con Massimiliano Di Corato: «Per aver saputo affrontare rispettosamente la drammaticità dell’argomento attraverso una drammaturgia e un’interpretazione attoriale capace di trasportare emotivamente lo spettatore, ponendogli questioni morali e sollevando importanti riflessioni sul tema della memoria». —

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