“Officine libertà” la storia tramandata per non dimenticare

REGGIO EMILIA. È un’onda quella che arriverà domani sera alle 21,30 al Centro Insieme di via della Canalina con lo spettacolo teatrale “Officine Libertà” (quella volta che venne il mare a Milano), narrazione con disegno dal vivo di Gianluca Foglia “Fogliazza” e le musiche originali eseguite dal vivo da Emanuele Cappa alla chitarra.

Organizzato dalla Compagnia Teatro del Cigno in collaborazione con il Centro Insieme e Ah Bein Bar - la Tortelleria, lo spettacolo accende i riflettori sul grande sciopero dei tranvieri milanesi del marzo 1944. “Officine Libertà” non è solo la storia di uno sciopero, ma anche del ponte generazionale tra nonno e nipote, passando attraverso il vuoto del padre, che non ha mai saputo, per non soffrire, trasmettere ai figli il dramma della guerra, compromettendo l'identità e la consapevolezza dei valori costituzionali. Info e prenotazioni: teatrodelcigno@gmail.com oppure telefonare ai numeri 347/4116058 oppure 347/6093064. In caso di mlatempo lo spettacolo si svolgerà nella sala interna del Centro Insieme.


«I figli non si proteggono dal dolore, i figli devono sapere» dice Attilio, 90 anni, al nipote e per farlo racconterà di quel mare che venne a Milano, nel marzo 1944, che cambiò la coscienza del popolo milanese, dandogli la consapevolezza che la disperazione non era solo fame, ma anche fame di libertà. L'onda della Madonnina è il grande sciopero dei tranvieri, incoraggiati dagli scioperi operai, che paralizzò la città, mostrando la forza di cui era capace il popolo. Ne seguì la più feroce rappresaglia, il più alto numero di arresti e deportazioni dall'occupazione tedesca, che non spense, tuttavia, ciò che il più grande sciopero avvenuto in Italia dall'ascesa del fascismo e la più imponente agitazione operaia nell'Europa occupata dai tedeschi avevano avviato: la via alla resistenza. L'Attilio, che ha vissuto quel marzo, sfoga al nipote quel ricordo, affinché sappia da dove nasce la libertà di un giovane di oggi, il cui dovere è quello di difenderla. La metafora del mare è la chiave per esprimere con efficace semplicità la portata di quei giorni: hai mai fermato un'onda? Non si può. Il mare a Milano è la favola per trasmettere ai ragazzi, attraverso narrazione orale, musica e disegno dal vivo che la Storia non è solo bella, ma che è stata scritta dal popolo. —

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