Peppe Servillo s’inchina al “Carnevale degli animali” e all’arte di Lucio Dalla

Il cantante e attore stasera propone il tributo al cantautore e domani recita i testi di Marcoaldi sulle note di Saint-Saëns

REGGIO EMILIA. Un doppio inchino, all’arte di Lucio Dalla e al fascino de “Il carnevale degli animali”. Saranno due giorni speciali per i Chiostri di San Pietro, segnati dalla bravura di Peppe Servillo, quelli in programma oggi e domani promossi da Ater.

Il cantante e attore campano sarà impegnato questa sera in “L’anno che verrà - omaggio a Lucio Dalla” in compagnia dei jazzisti Javier Girotto, e Natalio Mangalavite e poi, domani, nella revisione de “Il carnevale degli animali” in compagnia del Pathos Ensemble. Assieme al trio formato da Silvia Mazzon al violino, Mirco Ghirardini al clarinetto e Marcello Mazzoni al pianoforte, Servillo reciterà i testi scritti da Franco Marcoaldi nel 2006 per accompagnare le partiture composte da Camille Saint-Saëns (scomparso un secolo fa) per il suo carnevale animalesco. Per entrambe le serate (inizio ore 21.30) il biglietto costa 10 euro, i tagliandi si possono acquistare in precedenza alla biglietteria del teatro Valli in piazza Martiri del 7 luglio. Se il tributo a Dalla è una proposta ormai consolidata, di notevolissimo fascino, la curiosità è per uno spettacolo originale come quello de “Il carnevale degli animali”, che ha debuttato pochi giorni fa all’Isola d’Elba e rappresenterà uno dei piatti forti dei prossimi tour di Servillo. Un progetto a cui la voce degli Avion Travel lavorava da tempo, ora finalmente concretizzato dopo mesi di pause obbligate.


Cosa attenderà gli spettatori, Servillo?

«Con un gioco abbastanza semplice, faccio seguito ai brani musicali dell’autore dedicato al mondo animale con i testi di Marcoaldi, con cui collaboro da tempo, che ha pubblicato “Animali in versi” dedicato a questo apparente minore mondo dei nostri amici animali».

Lei come si è approcciato?

«Interpreto un poeta che cerca di incarnare i versi degli animali che vivono vicino a noi, per darci ima prospettiva diversa sul mondo che ci circonda. Marcoaldi lo fa con distacco, ed è un’occasione per avere un punto diverso sulla natura e sfiorando l’attualità, a volte drammatica».

Drammatica?

«Si coltiva un parallelismo con la natura umana, parallelismo foriero di immagini affascinanti e anche di interrogativi. La poesia qui è espressione del dubbio».

È un dialogo necessario, quello con gli altri abitanti del pianeta?

«Il dialogo con il mondo animale è un obiettivo che ci poniamo sempre, in primis perché la nostra natura, anche nelle sue elaborazioni più alte, è anche natura animale che spesso si svela, nel bene e naturalmente anche nel male».

Il lavoro di Saint-Saëns è quindi senza tempo?

«È un’opera affascinante. La scrittura era particolare, per volontà dell’autore il lavoro era da pubblicare post mortem, e ha un tono scherzoso che prendeva di mira i suoi contemporanei, come autori e strumentisti. Sicuramente la sua sensibilità musicale guarda anche alla contemporaneità, con occhio divertito»

“Il carnevale degli animali” nasce dalla cultura alta ma potrebbe essere anche uno spettacolo adatto per le famiglie. Andrebbe bene anche per ragazzi?

«Io lo spero, è una domanda a cui è molto difficile rispondere, per un autore così sofisticato la platea è ovviamente adulta. Il linguaggio di Marcoaldi è alto ma ci aiuta a definire con le parole precise la natura definitiva degli animali, anche se va detto che la musica di suo è tutt’altro che imprecisa. Penso al brano dell’acquario»

Come avete affrontato, sia come scrittura sia come interpretazione, partiture così complesse?

«Era necessario usare poche parole, per non essere verbosi né indicare con il dito i protagonisti delle favole sonore». —

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