Ai piedi della Pietra la costola reggiana dello Sponz

Sabato 3 luglio Vinicio Capossela in concerto a Bismantova con Massimo Zamboni, Mara Redeghieri e Lassociazione. In programma anche incontri dedicati a Dante, nel 700esimo anniversario della sua morte

CASTELNOVO MONTI. Un sabato di magie dantesche, omaggi alla montagna, amici che si ritrovano. Domani sera il piazzale della Pietra di Bismantova ospiterà “A’ Caval Magre - Concerto a cavallo dei calanchi reggiani”, l’attesissimo concerto che mette insieme Vinicio Capossela, Massimo Zamboni, Mara Redeghieri e Lassociazione, quattro protagonisti della musica italiana segnati dalla comune origine reggiana. La serata è la prima tappa “fuori casa” dello Sponz, il festival voluto da Capossela in Irpinia, nei monti da cui proviene la famiglia dell’artista che invece è cresciuto a Cà de Caroli di Scandiano.

Musica sull’osso d’Italia, l’Appennino, e anche il nome del concerto arriva da qui: «Caval Magre, cavalli magri, è la meravigliosa definizione che un insegnante scandianese usò tempo fa per descrivere i calanchi appenninici, che mentre risalgono sembrano i fianchi di cavalli smunti», rivela Capossela. Vi sarà anche un omaggio a Dante Alighieri, all’interno delle numerosissime iniziative proposte in tutta Italia nel 700esimo anniversario della morte. Non a caso la giornata sarà aperta da dibattiti e riflessioni sulla montagna, su Dante e sulla Pietra, citata nella Divina Commedia. «La Pietra – dice Capossela – è citata nel Purgatorio e un’altra conformazione simile è a Cairano, ad Avellino. E d’altronde potremmo dire che in questa fase stiamo tutti vivendo un Purgatorio».

Alla sera si partirà dai “padroni di casa”, «musicisti che in Appennino hanno scelto di vivere e di operare. Poi mi unirò io – annuncia Capossela – con il mio spettacolo dantesco. La musica sarà importante, ma non sarà l’unica protagonista, vogliamo coinvolgere chi la montagna la conosce, lo faremo al mattino a Ginepreto con un incontro con produttori e studiosi. Nel pomeriggio, poi, saremo all’Orto dei Frati alla Pietra per lo spettacolo del Teatro delle Albe di Ravenna».

Il concerto riporterà alle tante storiche esibizioni ospitate dalla Pietra nei decenni, spesso legate al tragitto dei Cccp e dei Csi. «Sono tuttora dei maestri, e non a caso li abbiamo coinvolti, si torna a un periodo unico della musica italiana, gli anni ’90, un decennio che fu davvero speciale anche per quanto riguarda la musica dal vivo. I grandi concerti sulla Pietra oggi sono difficili da replicare in quella forma, il luogo è di enorme attrattività per molti motivi e adesso vi sono molti più vincoli», riflette sempre Capossela tornando al decennio più alto del rock italiano, lo stesso dei suoi primi passi da professionista.

Anche in “Caval magre” gli intrecci sono infiniti. La Redeghieri ha avviato la sua carriera a Villa Minozzo, con gli Ustmamò prodotti dai Cccp di Zamboni e Giovanni Lindo Ferretti, e ora continua fra dischi e concerti come solista, dopo aver da poco pubblicato un album solista. Due fondatori de Lassociazione, Giorgio Galassi e Marco Mattia Cilloni, vivono nel Crinale e si sono uniti a Gigi Cavalli Cocchi, batterista della parte finale della parabola dei Csi e da tempo a fianco di Zamboni.

Per chi voglia partir presto, dalle 10.30 a Ginepreto sarà allestita l’Agorà dell’agricoltura “esistenziale” con mercato di produttori locali e le riflessioni di Zamboni, della vicepresidente regionale Elly Schlein, l’architetto Antonio De Rossi e l’ex presidente della Provincia Sonia Masini. Nel pomeriggio tutti alla Pietra per quello che l’assessore regionale alla Cultura Mauro Felicori definisce l’atto che «apre e illumina una intera stagione di eventi artistici diffusi in tutto l’Appennino». —

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