Verso la finalissima del Premio Borciani

Sabato sera l’annuncio dei tre quartetti d’archi che si contenderanno il premio domenica (ore 18) sul palco del teatro Valli 

REGGIO EMILIA. Sfiziosi e coloratissimi pannelli presentano questa edizione, la XII del Premio “Paolo Borciani”. Sembrano dire finalmente si riapre, si rinasce. Le porte del Teatro Valli sono sempre spalancate quando c’è il concorso, ma questa volta lo sembrano di più. A ciò contribuisce la distesa di tavoli sotto il porticato perché dal tardo pomeriggio si comincia a servire l’aperitivo e il via vai è assicurato.

Dunque, colore, vita per una competizione che si conclude domenica 13 giugno con la finalissima alle ore 18. I colori mettono in risalto anche la nuova organizzazione delle prove specchio di un’impostazione diversa, “al passo con i tempi” ci fa capire il responsabile artistico Francesco Filidei. Il fatto più lampante è che ci sono ancora in gara tutti i quartetti tranne il Quartetto Karski che è dovuto partire perché uno dei componenti è risultato positivo al Covid, mentre un altro, il Quartetto Agate - ottenuta la certificazione negativa - pur essendo in ritardo è arrivato lo stesso e per recuperare, sosterrà tutte le prove in una volta sola. E cosa è successo al suo arrivo? Il teatro l’ha festeggiato.


«Questa nuova impostazione del Premio, pensata già due anni fa, è dovuta alla costatazione che il “sistema concorso” di questi tempi è meno efficace per costruire la carriera dei giovani interpreti – spiega Filidei – in quanto le agenzie agguantano subito i ragazzi talentuosi prima che possano partecipare alle competizioni. E dato che queste operano necessariamente una selezione, un’eventuale eliminazione già dalla prima prova potrebbe nuocere per la carriera del giovane emergente. Per questo senza svilire la sostanza e il prestigio del nostro Concorso, ha un funzionamento diverso. È come un festival dove uno può presentarsi subito in libertà senza la tensione legata dalla necessità di riuscire a passare subito. Infatti prima di essere “scartata” ciascuna formazione è impegnata ben quattro volte e dunque può acquisire nel corso delle esibizioni una consapevolezza differente. Anche il pubblico che ascolta – tra l’altro come sempre è numeroso- beneficia di esecuzioni che raccontano la storia del quartetto, in quanto si parte in ordine cronologico dal ‘700, Haydn e Mozart, fino ai nostri giorni».

L’altra caratteristica che sottende una richiesta ben precisa e quella di una prova in cui possono presentare quello che vogliono, e questo per capire ancor più sulla personalità della formazione, è la prova “Carte blanche” in cui- –spiega Filidei – possono anche non suonare, quindi recitare, danzare. «Costituisce un esperimento nuovo, interessante per scoprire nuovi orizzonti e avere un quadro più completo della personalità dei musicisti che abbiamo di fronte. Una simile prova non è ancora molto diffusa nei concorsi, tra l’altro è piaciuta molto anche alla giuria».

Da oggi gli otto quartetti dovranno eseguire la nuova composizione commissionata a Toshio Hosokawa: Uta-Ori song for string quartet. «L’ho voluto reintrodurre come nelle prime edizioni, anche per onorare il Quartetto Italiano che nel corso della sua carriera è stato protagonista di diverse prime di opere nuove, ad esempio “I semi di Gramsci” composto da Silvano Bussotti, il mio maestro. Indubbiamente Hosokawa è tra i massimi compositori viventi; la sua musica è impregnata dello spirito orientale, meditativa, incentrata sul respiro lento. La composizione creata per il nostro festival tra l’altro è bella ma anche adatta alla situazione, cioè eseguibile anche da un quartetto che non è non specializzato sulla contemporanea. Inizia come un assolo che è un dialogo a due, poi tutti si amalgamano e va avanti a ondate. Così le note fluiscono perché la sua la sua è una musica di mare! Il ritorno alla commissione di un brano, contribuisce a dimostrare lo sforzo del Concorso di guardare al nostro tempo». E ancora: «In passato dominava una concezione gerarchica differente che oggi sarebbe difficile proporre vista la democratizzazione della vita della cultura».

Dunque sabato sera, 12 giugno, avremo i nomi dei tre quartetti finalisti che domenica 13 giugno alle 18 affronteranno la prova finale».Pochissimii biglietti rimasti in teatro per la finale. Sarà comunque possibile assistere al concerto in streaming su www.premioborciani.it o su https://app.idagio.com/live (l’accesso alla finale online ha un biglietto di 5 euro). —

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