Festival della Laicità Natura e cultura il filo conduttore che lega i dibattiti

Si parte stasera con Roberta De Monticelli e Paolo Nichelli “La scimmia nuda”: fino a domenica all’Arena ex Stalloni

REGGIO EMILIA. Prende il via oggi la dodicesima edizione delle Giornate della laicità, il festival di approfondimento culturale dedicato al pensiero laico, critico e razionale, promosso dall’associazione Iniziativa laica in collaborazione con Arci Reggio Emilia. L’appuntamento si terrà in presenza, da oggi a domenica, all’Arena ex Stalloni di Reggio Emilia: tema dell’edizione 2021 - con la direzione scientifica della filosofa e giornalista Cinzia Sciuto - è “La scimmia nuda. Natura (è) cultura”. Si parte dunque oggi alle 19 nel Chiostro Morris nel complesso degli ex Stalloni - Chiostri di San Domenico (via Dante Alighieri 11) con il concerto degli allievi dell'Istituto Superiore di Studi Musicali di Reggio Emilia e Castelnovo Monti “Achille Peri - Claudio Merulo”. Per l'occasione, si esibirà il Quartetto di violoncelli formato da Silvia Lazzarotto, Elena Foli, Margherita Curti, Riccardo Barbarisi: in programma musiche di Vivaldi, Cirri, Scarlatti, Sollima, Chopin e Klengel.

L’ingresso è libero su prenotazione (portineriaperi@comune.re.it - 0522/ 456771) compatibilmente con i posti disponibili e in ottemperanza alle norme anti-pandemia. In caso di pioggia, il concerto si terrà nella Sala delle Carrozze dei Chiostri di San Domenico.


Alle 21 prendono invece il via gli incontri, con un dialogo dedicato al libero arbitrio fra neuroscienze e filosofia, che vedrà la partecipazione della filosofa Roberta De Monticelli e del neurologo Paolo Nichelli. In caso di maltempo, l’incontro si svolgerà al Laboratorio Aperto ai Chiostri di San Pietro. La prenotazione è consigliata dal sito www.giornatedellalaicita.com.

Saranno quattro giorni di dibattiti e riflessioni a più voci, in un’inedita formula ibrida che vedrà la compresenza di 12 incontri dal vivo e 4 appuntamenti in sola diretta streaming, con la partecipazione di autori e pensatori di fama internazionale: Maurizio Ferraris, Simona Argentieri, Francesco Remotti, Guido Barbujani, Roberta de Monticelli, Paolo Nichelli, Paolo Flores D’Arcais, Eva Cantarella, Marco D’Eramo, Sumaya Abdel Qader, Michela Milano, Chiara Saraceno, Giorgio Maran, Carlo Sini, Elena Gagliasso, Massimo Baldacci, Elena Granaglia e Telmo Pievani.

Il rapporto tra natura e cultura sarà il filo conduttore degli incontri in programma, declinato nei diversi ambiti affrontati. La nostra “natura” è quella di essere animali culturali, scarsamente determinati dagli istinti. Contrapporre natura e cultura è dunque insensato. Tutto ciò che l’essere umano produce è frutto della sua “natura” di Homo Sapiens. E cultura significa libertà. Essere animali culturali significa essere (almeno in potenza) soggetti autonomi, non determinati dagli istinti ma neanche da quella sorta di “seconda natura” che a volte ci cuciamo addosso: l’imprinting culturale e tradizionale del contesto in cui ci capita di nascere. La scimmia nuda quale noi siamo, armata solo del proprio intelletto, si trova di fronte ai problemi del nostro tempo: i cambiamenti climatici, la gestione del fine vita, le società complesse, le crescenti diseguaglianze, i diritti civili, le pandemie. Senza un dio a cui delegare responsabilità e da cui pretendere salvezze, sta a noi uscire dallo stato di minorità e assumerci la responsabilità delle nostre scelte. Una sfida importante ed entusiasmante. —

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