Zamboni fa i conti con la grande utopia del Novecento in un racconto corale

L’autore presenterà il suo nuovo romanzo “La trionferà” sabato a Cavriago, la piccola Leningrado, in piazza Lenin 



CAVRIAGO. Ritorno a casa, ancora una volta. Sabato in piazza Lenin a Cavriago, luogo centrale dell’immaginario del ‘900 reggiano, Massimo Zamboni presenterà il suo ultimo “La trionferà”, edito da Einaudi. La copertina e il titolo, con il loro richiamo a “Bandiera Rossa” – quello che si potrebbe definire l’inno non ufficiale del comunismo italiano – ricordano subito che si torna ancora una volta a trovare il cuore della storia della sinistra reggiana ed emiliana, seguendo un lungo cammino di vicende, di ricordi, di impegno e di musica. Zamboni, con Giovanni Lindo Ferretti fondatore dei Cccp Fedeli alla Linea del punk della “provincia più filosovietica dell’impero”, nel 2017 ha proposto “I Soviet + L’Elettricità”, un tour di musiche e parole con tanti ospiti dedicato al centenario della presa del Palazzo d’Ottobre, dalla Rivoluzione bolscevica, uno dei cardini del ventesimo secolo. Sul palco con lui c’era anche Max Collini degli Offlaga Disco Pax, che tante volte ha cantato della “Piccola Pietroburgo” cavriaghese con il suo busto di Lenin donato dall’ambasciata dell’Urss ai compagni citati, un secolo fa, pure dallo stesso Lenin. Nel 1919 i socialisti cavriaghesi spedirono un telegramma di solidarietà alla Russia rivoluzionaria e qualche mese dopo, «nel giorno della fondazione dell’Internazionale comunista, Lenin nel suo discorso lodò il coraggio di «quell’angolino sperduto», che aveva cercato invano sulla carta geografica».


A quattro anni da quei concerti, Zamboni presenta “La trionferà”, nuovo capitolo di una saga che ha segnato la sua vita. E quella di generazioni. La presentazione si svolgerà alle 18 di sabato 22 maggio in piazza Lenin, dove ora si trova una riproduzione del busto originario. Viste le restrizioni del periodo, la prenotazione è obbligatoria. In caso di maltempo, l’iniziativa è confermata con trasferimento volante alla sala del consiglio comunale del municipio cavriaghese. Ad aprire il pomeriggio, il saluto della sindaca Francesca Bedogni in rappresentanza del Comune, che ha organizzato l’evento assieme al circolo Arci Kessel e all’associazione culturale Carmen Zanti, la realtà che porta il nome della politica comunista figlia del partigiano e antifascista Angelo. Dalle 17.30, per chi lo vorrà, il volume sarà già acquistabile in piazza nel banchetto allestito dalla libreria cavriaghese Semola. Per informazioni e prenotazioni, contattare il centro culturale Multiplo al numero 0522/ 373466 e alla mail multiplo@comune.cavriago.re.it, o per messaggio WhatsApp al numero 334/ 2156870.

Ci si trova a ragionare «attraverso la storia di una terra dove la fedeltà al Partito era sacra e il vento dalla Russia soffiava forte, l'autore fa i conti con la grande utopia del Novecento: al centro di questo appassionato racconto corale, ci sono l’Emilia e la cittadina di Cavriago, e le vicende dei suoi abitanti. È un viaggio nel tempo, a partire da quella piccola Pietroburgo nostrana dove ancora oggi campeggia il busto di Lenin, facendoci precipitare in un’epoca in cui tutto sembrava possibile, persino la rivoluzione», si spiega. «E se non saremo noi a vederla trionfare, e se non sarà da noi e avrà altri nomi forse, altri modi, chissà dove, duecento, trecento, mille anni, vedrete: la trionferà».

I ricordi sono tanti: «Al centro di questo appassionato racconto corale, ci sono l’Emilia e la cittadina di Cavriago, e le peripezie dei suoi abitanti. Quando parteciparono alla “conferenza del secolo” al teatro di Reggio Emilia: un dibattito sull’opportunità di concedere l’autorizzazione alle riprese del film su Peppone e don Camillo. O quando, nel 1970, inaugurarono con “un brivido di commozione” il busto di Lenin nella piazza del paese, davanti a una delegazione ufficiale del Pcus. Per poi saltare fuori dai loro letti caldi a montare la guardia al monumento di bronzo minacciato da qualche tentativo di decapitazione». —

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