La Corte Ospitale riapre con Silvia Grimaudi e i suoi “corpi danzanti”

La stagione estiva “L’Emilia e una notte” al via il 13 maggio a Rubiera. In programma undici spettacoli tra teatro, circo e danza

RUBIERA. Dopo il lungo periodo di chiusura dei teatri a causa della pandemia, riparte lo spettacolo dal vivo e La Corte Ospitale finalmente riapre le sue porte e torna ad accogliere gli spettatori con “L’Emilia una notte”. La tradizionale rassegna estiva quest’anno si arricchisce di appuntamenti e di luoghi: al chiostro di Corte Ospitale si aggiunge il Teatro Herberia per 11 spettacoli tra teatro, circo contemporaneo e danza in programma dal 13 maggio al 14 luglio.

“L’Emilia e una notte” sarà composta da cinque appuntamenti al Teatro Herberia, che si intrecceranno con i sette appuntamenti in programma alla Corte Ospitale. Tra i protagonisti Silvia Gribaudi, Giuliana Musso, Babilonia Teatri, Sotterraneo, Andrea Cosentino, compagnia Oyes, Magdaclan circo e tanti altri.


Si parte il 13 maggio alle 19.30 all’Herberia con “Graces”, spettacolo pluripremiato, progetto di performance ispirato alla scultura e al concetto di bellezza e natura che Antonio Canova realizzò tra il 1812 e il 1817. In scena tre corpi maschili, tre danzatori dentro ad un’opera scultorea che simboleggia la bellezza in un viaggio di abilità e tecnica che li porta in un luogo e in un tempo sospesi tra l’umano e l’astratto. In scena anche l’autrice Silvia Gribaudi che ama definirsi “autrice del corpo” perché la sua poetica trasforma in modo costruttivo le imperfezioni elevandole a forma d’arte con una comicità diretta, crudele ed empatica in cui non ci sono confini tra danza, teatro e performing arts.

Il 19 maggio, al Teatro Herberia, andrà in scena l’anteprima di “Timshel. Nessuna risposta oltre la tua”, spettacolo vincitore del bando Antenne, di Massimiliano Burini e Matteo Fiorucci, con Adele Cammarata e Verdiana Costanzo, che mette in scena un futuro dove il mondo come lo conosciamo non esiste più, dove il genere umano è estinto e l’uomo ha affidato a una intelligenza artificiale di nome E.V.A. il ruolo di tentare un nuovo inizio: nei suoi algoritmi è custodita la possibilità umana di tornare a popolare la terra, dopo la sua fine.

Il 26 maggio tornano all’Herberia Babilonia Teatri con “Calcinculo”, uno spettacolo dove le parole prendono la forma della musica e la musica quella delle parole, in cui musica e teatro si contaminano e dialogano in modo incessante e vertiginoso.

Il 1° giugno Giuliana Musso, dopo il debutto alla Biennale di Venezia, presenta al Teatro Herberia “Dentro. Una storia vera” (spettacolo già programmato ma saltato a causa della chiusura dei teatri). In scena con Musso, Maria Ariis, in uno spettacolo sull’occultamento della violenza, un piccolo omaggio teatrale alla verità dei figli.

Il 4 giugno primo appuntamento nel chiostro di Corte Ospitale. In scena “Europa”, uno spettacolo di Emanuele Aldrovandi, con Giusto Cucchiarini, Luca Mammoli, Petra Valentini, Silvia Valsesia, Riccardo Vicardi, che affronta anche con comicità la reazione ad un evento catastrofico che blocca completamente le nostre vite e ci porta a rivoluzionare le nostre abitudini. Il 7 giugno, in Corte Ospitale, ad ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria, l’esito di residenza “Climate Of Change Tour di MagdaClan circo”. Senza tendone ma con una struttura poderosa, Magdaclan attraversa uno dei più attuali temi del presente: la migrazione dovuta ai cambiamenti climatici. Il 19 giugno, ultimo appuntamento al Teatro Herberia con la Compagnia Oyes, che porta in scena “Oblomov Show”, una riscrittura contemporanea del lavoro di Goncarov, uno dei più importanti romanzi russi di fine Ottocento. Il 28 giugno, nel chiostro di Corte Ospitale andrà in scena “Shakespearology”. Un’intervista impossibile a William Shakespeare di Sotterraneo, con Woody Neri. Il 3 luglio, ad ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria, il chiostro di Corte Ospitale ospita l’esito del progetto vincitore del bando “ERetici”. Il 9 luglio, in prima nazionale in Corte Ospitale “Fake folk”, con Andrea Cosentino, Alessandra De Luca, Lorenzo Lemme, Nexus, produzione Cranpi, in collaborazione con Aldes e Teatro Biblioteca Quarticciolo. “Fake folk” è un progetto di riconquista critico-carnevalesca della piazza e del folklore attraverso le nuove tecnologie.

“L’Emilia e una notte” si chiuderà il 13 e 14 luglio, sempre in Corte Ospitale con “Architettura della disobbedienza”, un progetto di Francesco Fassone, una performance interattiva che indaga il concetto di inconscio collettivo della città. Per info: www.corteospitale.org. —

© RIPRODUZIONE RISERVATA