Il cappotto iconico di Max Mara sarà esposto ai Musei Civici

Si tratta del modello 101801 color cammello nato nel 1981 donato dalla prestigiosa Maison reggiana al Comune 

REGGIO EMILIA. Può un capo d’abbigliamento essere tremendamente chic e contemporaneo ma allo stesso tempo diventare un pezzo da museo? Sì, ma deve essere iconico. E se ogni casa di moda punta a creare qualcosa che vada oltre il trend di una stagione, Max Mara lo ha fatto con il cappotto 101801 color cammello, nato nel 1981 dalla collaborazione dell’azienda di Reggio Emilia con la stilista francese Anne-Marie Beretta. Cappotto che la Maison reggiana ha donato ai Musi Civici e che troverà spazio all’interno dei nuovi spazi espositivi del secondo piano dove verrà realizzata entro l’anno la sezione del “Museo planetario”, uno spazio che raccoglierà opere d’arte, fotografia, documenti e oggetti di arte industriale.

La donazione


È del 13 aprile scorso la lettera con cui Giuseppe Gonzaga, in qualità di procuratore speciale di Max Mara Srl, manifesta la volontà di «donare al Comune di Reggio il cappotto iconico modello 101801, collezione Max Mara del 1981. «La donazione – si legge nella lettera – dettata da puro spirito di liberalità, è fatta con l’intento di arricchire il patrimonio storico del Museo con un importante e iconico esemplare, simbolo della storia di Max Mara».

E ancora: «Il nome commerciale/marchio Max Mara potrà essere impiegato dal Museo, in forma discreta, esclusivamente per indicare la donazione del cappotto 101801».

«Si dichiara che il valore economico degli oggetti che si intende donare – e così si chiude la lettera firmata dal procuratore speciale di Max Mara – corrisponde a complessivi 3.000 euro».

L’ok del Comune

È datata 30 aprile 2021 la determinazione dirigenziale firmata da Massimo Magnani con cui il Comune accetta la donazione del cappotto iconico. Viene anche confermato che il cappotto troverà la sua collocazione all’interno della nuova sezione del “Museo planetario”. «In questo percorso – si legge – accanto ai grandi protagonisti del museo e delle loro collezioni, sono testimoniate anche le grandi stagioni culturali del Novecento, anni in cui Reggio Emilia gettava le basi per quelli che sarebbero diventati brand conosciuti in tutto il mondo come Max Mara».

Il cammino

Il cappotto Max Mara modello 101801, in lana e cashmere, è alto 120 centimetri e pesa 1.5 kg. È costituito da 18 pezzi, prodotto in 89 passaggi per un tempo complessivo di produzione di 245 minuti. «Un cappotto Max Mara nasce dalla ricerca di un equilibrio tra tessuto, forma, colore e lavorazione per raggiungere la perfezione», ha detto la sua creatrice. La caratteristica più evidente del modello è il “puntino”, la cucitura che è stata a lungo prerogativa dei completi sartoriali da uomo e che il brand ha riprodotto per la prima volta industrialmente, trasformandola nel simbolo del successo del prêt-à–porter italiano.

Nel corso del tempo il modello è stato affidato all’estro di diversi artisti contemporanei, tra cui William Wegman e François Berthoud, che l’hanno interpretato secondo la loro visione per raccontarne lo spirito. Non perdendo comunque mai la sua caratteristica di icona. —

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