Fotografia Europea 2021 sempre più internazionale dedicata ai sognatori sulla luna e sulla terra

Dopo un anno di assenza la kermesse ritorna dal 21 maggio al 4 luglio con più di 20 progetti espositivi, 7 sedi storiche e 7 piazze cittadine 

REGGIO EMILIA. Con più di 20 progetti espositivi, 7 sedi storiche e 7 piazze cittadine dal 21 maggio al 4 luglio, Fotografia Europea torna a presentare a Reggio Emilia opere di grandi maestri internazionali e giovani talenti. Riconosciuto come il più importante festival di fotografia in Italia, promosso e prodotto da Fondazione Palazzo Magnani insieme al Comune di Reggio Emilia e con il contributo della Regione, la XVI edizione della manifestazione è ispirata a un celebre verso di Gianni Rodari “Sulla Luna e sulla Terra / fate largo ai sognatori!” invitando tutti a continuare a guardare in alto. Il festival quest’anno rafforza i suoi obiettivi di internazionalizzazione grazie all’arrivo nella direzione artistica, accanto a Walter Guadagnini, di Diane Dufour e Tim Clark.

“Tottori” di Mario Di Noia


L’INAUGURAZIONE

A causa dell’attuale situazione sanitaria, si è scelto per il weekend inaugurale il 21, 22 e 23 maggio, un palinsesto di eventi digitali, rimandando al weekend del 18, 19 e 20 giugno gli incontri dal vivo. In quella occasione il pubblico potrà ascoltare le lectio magistralis degli architetti Mario Cucinella e Stefano Boeri e incontrare artisti come Joan Fontcuberta, Alex Majoli, Antoine D’Agata, Sophie Whettnall, Vittorio Mortarotti e Anush Hanzehiam, David Jimenez, Noemie Goudal, Francesco Jodice e molti altri.

LE MOSTRE

Otto delle nove esposizioni ospitate dai Chiostri di San Pietro insieme a quattro dei sette progetti allestiti open air in città, fanno parte della sezione Daydreams, a cura della nuova direzione artistica. Ai Chiostri di San Pietro troviamo L’Isola di Vittorio Mortarotti e Anush Hamzehian - risultato della committenza 2020 del festival - che raccoglie in un’opera sonora e un’installazione audio-video multicanale le ultime immagini, gli ultimi suoni e gli ultimi bagliori di una comunità che scompare. Noémie Goudal presenta Telluris, in cui geografie reali e teoriche creano uno spazio tra la realtà fisica e la sua rappresentazione mentale, mentre David Jiménez con Aura gioca con i limiti della percezione. Halfstory Halflife di Raymond Meeks realizzato alle cascate delle Catskill Mountains di New York, indaga l’amicizia e la giovinezza. The Tower Series di Donovan Wylie esamina la presenza del conflitto nel tessuto della vita quotidiana, Index G progetto di Piergiorgio Casotti e Emanuele Brutti curato da Fiorenza Pinna, mette in scena una specie di opera teatrale del silenzio, fatta di assenza di personaggi e delle loro storie. Lebohang Kganye presenta due corpus: Tell Tale e In Search for Memory nuova produzione dedicata alla costruzione della memoria. La Bete: a modern tale di Yasmina Benabderrahmane racconta un viaggio nel suo paese natale, il Marocco, nel tentativo di recuperare 14 anni di assenza. Al piano terra dei Chiostri, Universo Dentro, mostra personale di Sophie Whettnall realizzata in partnership con la Centrale for contemporary Art di Bruxelles.

“Tottori” di Mario Di Noia


I LUOGHI

A Palazzo Magnani troviamo True Fictions - Fotografia visionaria dagli anni '70 ad oggi, la mostra a cura di Walter Guadagnini dedicata alla staged photography che comprende lavori di artisti e fotografi del calibro di Thomas Demand, David Lachapelle, Tracey Moffatt, Andres Serrano, Cindy Sherman, Hiroshi Sugimoto, Jeff Wall e molti altri. Palazzo da Mosto ospita due mostre: Camere che sognarono Camere di Thomas Demand e Martin Boyce, dialogo tra due artisti che lavorano con diversi materiali e linguaggi. Le sale del palazzo ospitano anche Home Is Where One Starts From, mostra dedicata ai Photobooks, una selezione di libri sia di natura documentaria che artistica che affrontano il tema dell’abitazione nella molteplicità dei suoi significati, la cui essenza sta nel rapporto tra dimensione fisica e intima di chi la vive. Allo Spazio Gerra gli artisti Gianluca Abbate (Terra ignota), Martin Baraga (Bereza), Annamaria Belloni (Supernatura), DEM (Stela) propongono Back to land un'installazione open air nel giardino retrostante la struttura, una riflessione critica dedicata alle aree rurali regionali. Ai Chiostri di San Domenico va in mostra Giovane Fotografia Italiana, progetto del Comune giunto alla sua ottava edizione, che valorizza i talenti della fotografia italiana contemporanea under 35 con la Collettiva Reconstruction. La Biblioteca Panizzi con Tesori in mostra espone alcuni tra i suoi oggetti più preziosi, raccolti in oltre due secoli, diventati patrimonio e orgoglio della città, mentre a Palazzo dei Musei si tiene Wunderkammer.

CIRCUITO OFF

Anche per questa edizione il Circuito Off presenta progetti di fotografi professionisti accanto a giovani alle prime esperienze, appassionati e associazioni. Sabato 12 giugno, con Notte Off, la serata dedicata al circuito, il centro si attiva con una serie di eventi e la premiazione del miglior progetto. Il lavoro selezionato vincerà un contributo messo a disposizione per sviluppare una mostra alla prossima edizione.

OPEN AIR IN CENTRO

 Per la prima volta sette progetti di fotografi contemporanei sono protagonisti di allestimenti open air in sette aree cittadine. Continuano il sogno ad occhi aperti Jeff Mermelstein che espone al Parco del Popolo #nyc, un’indagine multiforme, comica e straziante sulla vita contemporanea; Virus di Antoine d’Agata, un documento visivo, allestito sulle finestre di un palazzo di via Secchi, che evidenzia la vulnerabilità umana durante la pandemia; Eden di Soham Gupta, in Piazza della Vittoria, parla di una città fantasma fittizia, inghiottita progressivamente dalla natura. Accanto a queste, in Piazza Frumentaria, Marco Di Noia - vincitore della Open Call lanciata dal Festival con il sostegno di Iren - presenta Tottori. Le mostre open air proseguono con un’importante produzione: Opera Aperta di Alex Majoli presentata in grandi wallpaper appesi in vari spazi cittadini, un progetto commissionato e prodotto dai Teatri e Reggio Parma Festival con il festival. Con lo spazio aperto si confrontano anche i ragazzi dello Speciale Diciottoventicinque, percorso organizzato dal festival al termine del quale otto ragazzi tra i 18 e i 25 anni, guidati dalla tutor Sara Munari, allestiranno Terra - Luna. —

 



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