La Divina Commedia illustrata da Zuccari

FIRENZE. Poco è cambiato in termini di consumo culturale da un anno a questa parte. Vale per il cinema, il teatro, la musica, vale per musei e gallerie, fatte salve alcune parentesi “gialle” che ne hanno consentito una parziale riapertura. Inoltre il blocco degli spostamenti in queste giornate pasquali dipinte di rosso non consente neanche la visione di operazioni artistiche en plein air, come quelle assai spettacolari installate nel centro di Firenze: la grande “Ferita” di JR che squarcia la facciata di Palazzo Strozzi e la maxi scultura di Giuseppe Penone, “Abete”, alta 22 metri, innalzata in Piazza della Signoria, contributo scenografico alle celebrazioni per il settecentenario della morte di Dante Alighieri.

E allora per restare in tema può essere avvincente visitare, restando a casa, i canti della Divina Commedia, immortalati nei disegni realizzati alla fine del Cinquecento da Federico Zuccari (esponente di spicco del tardo manierismo, famoso per aver affrescato la cupola di Santa Maria del Fiore) che per la prima volta sono visibili online sul sito degli Uffizi. Si tratta di un corpus di 88 fogli che costituiscono la più imponente compagine illustrativa del poema dantesco realizzata prima dell’800. Le illustrazioni, digitalizzate in alta definizione e organizzate in un percorso che permette di ammirarle nella loro interezza e dettaglio, compongono l’itinerario della mostra virtuale “A riveder le stelle”. Il percorso si dipana dalla selva oscura in cui Dante smarrisce la “diritta via” fino alle alte sfere del Paradiso, in un gioco di rimandi tra parole e immagini. I fogli erano infatti anticamente rilegati in un volume: all’illustrazione sulla pagina destra corrispondeva, a sinistra, la trascrizione dei versi del poema e un breve commento dello stesso artista. Anche questi testi sono inclusi nella mostra. —


Gabriele Rizza

© RIPRODUZIONE RISERVATA