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Dentro le segrete stanze delle dame d’Este tra intrighi, tradimenti e intrecci matrimoniali

Sara Accorsi ci guida alla scoperta di due figure femminili legate a Reggio: Carlotta Aglaia e Maria Teresa Cybo Malaspina 

REGGIO EMILIA. «Grazie alla tradizione culinaria conosciuta anche all’estero e che prima della pandemia ha assicurato un consistente incremento del turismo, sembra che, garantiti quei due o tre luoghi obbligatori da visitare, non ci sia altro, quando invece, oltre ai punti di interesse già noti, l'Emilia può vantare l'importante patrimonio storico-artistico legato anche alla storia ducale degli Este, dei Farnese, dei Pico e dei Gonzaga». A parlare è Sara Accorsi, responsabile della Biblioteca Diocesana “Ferrini & Muratori” di Modena e autrice del libro “Donne di Casa d’Este intrighi e curiosità nelle segrete stanze delle dame estensi” e responsabile di una rubrica all’interno del portale “Cantiere Estense” promosso, finanziato e coordinato dal Ministero che ha come principale obiettivo la promozione del territorio compreso tra Emilia Romagna e Garfagnana.

Da esso si possono ricavare una quantità considerevole d’informazioni e questo dovuto anche al “tourer”, strumento interattivo per muoversi nel territorio attraverso itinerari culturali e tematici che permettono di scoprire l’eredità estense assaporandone il gusto oggi ancora vivo e riconoscibile a cui anche cittadini e viaggiatori possono contribuire con foto e valutazioni.


«Nelle biografie il mio intento – racconta Accorsi – è quello di raccontare i fatti storici con una forza narrativa che appassioni alle storie cercando di mettere in luce quegli aspetti che danno conto non solo degli intrecci matrimoniali, ma anche della preparazione culturale e diplomatica delle donne che hanno fatto parte della Casa d'Este».

Per il forte aggancio reggiano due sono le figure femminili in particolare che ricordiamo con la Accorsi. Pur di temperamento e indole opposti la loro vita s’intreccia: Carlotta Aglaia (1700-1761) e Maria Teresa Cybo Malaspina (1725-1790).

«Nel rigoroso Ducato di Modena e Reggio – racconta Accorsi – non ci fu più pace dopo l’arrivo di Carlotta Aglae d'Orleans figlia del reggente del trono di Francia, che non perdonò a nessuno di averla mandata in sposa a Francesco III d’Este, figlio del Duca Rinaldo. Carlotta pur di non abbandonare Parigi, pur di ritardare il distacco, si lasciò addirittura contagiare dalla rosolia. Entrò a Modena 4 mesi dopo, in giugno, con un corteo di 150 persone e 800 cavalli».

«I primi anni – prosegue Accorsi sempre con dovizia di particolari ma in un modo agile ed accattivante – la coppia visse a Reggio. Carlotta per abbellire l'austero palazzo e prima di trasferirsi alla Reggia di Rivalta, costrinse addirittura il marito a forzare le porte del Palazzo di Sassuolo per acquisire quanto di più sfarzoso ed elegante ci fosse e il suo stile di vita non fu scalfito nemmeno dalla scomparsa di ben quattro figli. Tornata a Parigi per una visita, si gustò a tal punto la città che non tornò a Modena neanche in occasione della morte del suocero Rinaldo. A Modena avviò un teatro d'opera dotato di corpo di ballo e si interessò poi così poco delle nozze del figlio erede al Ducato Ercole III con Maria Teresa Cybo Malaspina che, mentre il figlio confidava “l'irrecuperabile ripugnanza” che provava verso la moglie, Carlotta alla nuora scriveva: “Perfetto è il mio contento” per l'affezione tra i due sposi».

A questo proposito s’innesca Maria Teresa, nata a Novellara, figlia di Ricciarda Gonzaga e di Alderano I Cybo-Malaspina, duca di Massa. «Assicurarsi la fanciulla come sposa – prosegue il racconto – significava poter contare su una dote interessante, soprattutto per un ducato d'entroterra che non godeva di alcuno sbocco sul mare. Per questo il duca Francesco nel 1738 siglò il patto di matrimonio tra Maria Teresa e il figlio Ercole. Il matrimonio celebrato nel 1741 e per Maria Teresa fu l'inizio di un vero disastro. Se suo suocero Francesco aveva fatto parlare di sé per le dissennate voglie parigine della moglie Carlotta, suo marito Ercole non mancò occasione in cui non parlasse in pubblico di lei, additandola come moglie “difficile a scendere dai suoi impuntamenti”. Racconta che Maria Teresa, di due anni più grande di Ercole, era molto diversa dal marito: ai modi aristocratici di lei, lui rispondeva utilizzando il dialetto anche per dare ordini a corte; ai tentativi di lei di mantenere almeno un rapporto decoroso, lui rispondeva frequentando altre donne, su tutte la sua “favorita” Chiara Marini, attrice di teatro e cantante. All'irrispettoso atteggiamento del marito si unì anche l'urgenza di suo suocero Francesco affinché la casata d'Este avesse un erede: nel 1750 era nata la primogenita Maria Beatrice Ricciarda e nel 1753 nacque Rinaldo, che morì poco dopo. Infrangendo ogni speranza per la dinastia, si acuì la tensione con il marito e decise di trasferirsi prima a Reggio e poi a Massa, dove fondò l'Accademia delle Belle Arti. Nel 1780, alla morte del duca Francesco, divenne l'ultima duchessa d'Este che scelse di essere sepolta nel santuario della Madonna della Ghiara; sul monumento si legge “pia, benefica et magnanima vixit.» —

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