Festa della donna, uguaglianza nella differenza

La filosofa statunitense Judith Butl

Un nuovo argomento al centro del focus cultura del Comune: tra le protagoniste, la filosofa statunitense Judith Butl

REGGIO EMILIA. Il portale online del Comune di Reggio Emilia dedicato ai linguaggi della cultura eventi.comune.re.it/cultura si accinge ad approfondire per alcune settimane, in occasione della giornata internazionale della donna, un nuovo argomento. L’8 marzo è una ricorrenza che evoca molte questioni ancora aperte e in questo ultimo anno riportate prepotentemente in evidenza dall’emergenza sanitaria causata dal covid. In genere le donne vengono viste come custodi del focolare, portatrici di un dono naturale che le lega inesorabilmente alla cura e alla protezione. Tracciano le loro storie nomi e parole ricorrenti: gentili, pazienti, accudenti, amorevoli, dolci. Lontano dagli stereotipi l’idea che le donne possano essere audaci, determinate, intelligenti, coraggiose, pioniere. Il genere è un costrutto sociale, non è un destino prestabilito. «Gli stereotipi di genere – sottolinea l’assessora alla cultura Annalisa Rabitti – hanno senza dubbio una funzione rassicurante: chiariscono il ruolo maschile e quello femminile. Ma questi spartiacque influenzano i desideri delle donne e i comportamenti verso le donne, limitano la libertà di azione ed espressione. Ma se si presta attenzione a ciò che le donne ci dicono, affiora la volontà di unire le forze verso una cultura inclusiva della diversità che promuove l’uguaglianza nella differenza».

Alleanze necessarie


Il focus cultura si apre con un contributo d’eccezione: un dialogo in video sulle alleanze necessarie per un mondo senza disuguaglianze tra la famosa filosofa statunitense Judith Butler e Marta Capesciotti, dottore di ricerca in diritto pubblico e costituzionale che si è svolto per il Festival inQuiete di cultura femminista di Roma. Etica, politica, femminismo, teoria queer, diseguaglianze, dignità del lutto, nonviolenza: sono gli importanti temi su cui si concentrano il lavoro e la ricerca della celebre filosofa. «L’unico modo per non reiterare le esclusioni tipiche del discorso culturale – afferma Butler – è il rifiuto della pretesa di stabilità e continuità della nozione di “donne”; secondo la filosofa la chiave per il successo dei movimenti femministi sta proprio nell’inclusività intrinseca all’abbandono di ogni descrizione limitante.

Una data utile

Sulla necessità dell'8 marzo interviene l'insegnante e ricercatrice di storia sociale e di genere Elisabetta Salvini: un 8 marzo, però, che non deve più essere relegato soltanto alla memoria, alla storia e agli slogan del passato. Ricordandone le origini Elisabetta Salvini sottolinea come la pandemia in corso abbia rafforzato il potere di una cultura patriarcale che ha di nuovo colpito in profondità la vita delle donne. Se l'emergenza sanitaria ne ha messo in evidenza il ruolo fondamentale nella gestione della crisi, le ha di nuovo costrette, anche a causa della perdita dei posti di lavoro, a rientrare nella loro “naturale” dimensione domestica votata all'assistenza, al sacrificio e alla cura. Andare oltre il concetto di “naturalità” dei ruoli significa interrogarsi sulle origini di una violenza generata da una società nella quale domina l'identità maschile intesa come virilità, potere, prepotenza e controllo, per arrivare ad un ripensamento e a un cambiamento radicale dei rapporti tra i generi.

EFFETTO COVID

L'intervento di Chiara Cretella, ricercatrice in Sociologia presso il Dipartimento di Scienze dell’Educazione dell’Università di Bologna, giornalista e attivista sui diritti delle donne e sull'educazione di genere, si focalizza sui cambiamenti che la pandemia ha determinato nell'universo femminile, sia per quanto riguarda la vita quotidiana che quella lavorativa: da un lato, un aumento dei femminicidi e delle violenze in generale, a causa della convivenza forzata tra le mura di casa e delle conseguenti difficoltà di denunciare e, dall'altro, una perdita massiccia dei posti di lavoro. Malgrado l'esistenza di una normativa specifica che dovrebbe garantire le pari opportunità e la parità di trattamento fra uomini e donne: 101 mila posti di lavoro perduti a causa della pandemia ben 99 mila erano occupati da donne. La difficoltà di vedere messi effettivamente in pratica diritti sanciti per legge, è ancora lunga e difficile.

UN mondo piÙ giusto

Un mondo più giusto, «di uomini e donne più felici e più fedeli a se stessi»: è il desiderio e l'auspicio espresso dalla scrittrice nigeriana Chimamanda Ngozi Adichie nel suo talk dal titolo “Dovremmo essere tutti femministi”, tenuto nel corso dell'evento TEDxEuston del 2012. La scrittrice, che nel 2015 è stata inserita da "Time" tra le 100 persone più influenti al mondo, si dichiara «femminista africana felice«; ribadisce l'importanza del termine “femminismo”, perché parlare semplicemente di diritti umani significherebbe negare la specificità del problema del genere, tacendo la secolare esclusione delle donne. Ma questa definizione richiede un cambiamento che coinvolga uomini e donne, eliminando un concetto di mascolinità che soffoca l'umanità dei ragazzi ed è la radice dell'oppressione delle ragazze.

Danza

Per la sezione Danza il portale ospita il video Venere /oltraggio all’arte di genere del Collettivo Eidos Danza, una coreografia di Elisa Davoli con la regia di Ilaria Carmeli, per sette danzatrici e un danzatore, articolata in tre atti che affrontano gli stereotipi, la ribellione, la contemporaneità. Un viaggio nel tempo e nella creatività artistica per raccontare il rapporto donna - corpo - arte. —

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