Ferretti e Zamboni: sono dei Cccp e Csi i successi più apprezzati all'Ariston

Reggio Emilia lascia il segno nella serata del festival di Sanremo dedicata alle cover di grandi successi musicali del passato 

REGGIO EMILIA. Volano alti i tributi ai Cccp e ai Csi del festival di Sanremo.

Giovedì la più nota manifestazione musicale italiana ha visto passare una delle serate storicamente più intriganti, quella dedicata alle riproposizioni di vecchi brani.


Gli artisti in gara possono chiamare altri amici e colleghi per duetti in cui reinterpretano canzoni italiane del passato.

L’esibizione più discussa, e apprezzata, è quella che mette insieme i Måneski con Manuel Agnelli degli Afterhours per la versione di un vecchio, amatissimo classico dei Cccp di Giovanni Lindo Ferretti e Massimo Zamboni, “Amandoti”.

La coppia Max Gazzè – Daniele Silvestri ha invece ripreso “Del Mondo, un altro gioiello firmato Ferretti-Zamboni, questa volta assieme a Gianni Maroccolo e Francesco Magnelli, direttamente dal debutto dei Csi nati proprio dal termine dell’esperienza Cccp.

Sorride anche Orietta Berti, che assieme al quartetto vocale femminile Le Deva ha reinterpretato “Io che amo solo te” di Sergio Endrigo concludendo al secondo posto nella classifica di giornata, creata con i voti dei musicisti e dei coristi dell’Orchestra del Festival.

In vetta, Ermal Meta e la Napoli Mandolin Orchestra con la loro resa di “Caruso” di Lucio Dalla, omaggio nell’omaggio, visto che il cantante bolognese era nato proprio il 4 marzo, come ricordato in uno dei suoi pezzi più celebri “4 marzo ‘43”.

I Måneskin e Agnelli sono sesti nella graduatoria, Gazzè-Silvestri ottavi, a separarli Annalisa con la sua “La musica è finita” di Ornella Vanoni affrontata assieme a un musicista emiliano che a Reggio è di casa, Federico Poggipollini, dalla metà degli anni ’90 chitarrista di Luciano Ligabue.

Al dodicesimo posto compare poi Gaia, suzzarese nata nell’ospedale reggiano, che assieme alla franco-congolese Lous and the Yakuza ha portato sul palco “Mi sono innamorato di te” di Luigi Tenco.

Dal punto di vista mediatico, il trionfo è tutto per Måneskin e Manuel Agnelli.

E con merito, “Amandoti” è stata arrangiata con efficacia, con un avvio affidato solo alla chitarra elettrica e agli archi prima della progressiva crescita ritmica, con le voci di Damiano David e Agnelli a intrecciarsi a dovere.

L’originale era un duetto fra la voce di Ferretti e una fisarmonica, giovedì sera gli interpreti hanno decisamente aggiunto muscoli e distorsioni.

Un approccio rock “classico”, con tanto di assolo di elettrica a due terzi del brano, come da vecchie consuetudini, in quello che è stato visto anche come un passaggio di consegne fra i giovanissimi Måneskin e Agnelli, oggi noto per le sue partecipazioni televisive ma da 35 anni a capo di una delle migliori rock band italiane, gli Afterhours.

“Amandoti” nasce per la voce di Annarella Giudici, per lo spettacolo teatrale “Allerghia.

Atto unico di confusione umana” del 1987, ed è stata poi ripresa dai Cccp nel loro disco di addio, “Epica, Etica, Etnica Pathos” del 1990, e da Gianna Nannini nel 2004.

Al 1994 risale invece “Del mondo”, inserita in “Ko de Mondo” (il richiamo alla frazione reggiana non è casuale), l’esordio dei Csi in cui Ferretti e Zamboni continuano la collaborazione con il gruppo del giro Litfba Gianni Maroccolo, Francesco Magnelli e Giorgio Canali, iniziato proprio con “Epica, Etica, Etnica Pathos”.

“Del mondo” negli anni è stata rivista molte volte, anche dal maestro britannico Robert Wyatt.

Gazzè e Silvestri hanno rispettato le cadenze dell’originale per creare una versione atmosferica ed evocativa, anche se oggettivamente meno d’impatto rispetto alla potenza di “Amandoti”. —