Metti una sera il Nomadincontro sul web in diretta dalla casa di Beppe Carletti

Giovedì, nel giorno in cui Augusto avrebbe compiuto 74 anni, riunione di famiglia conclusa da “Io Vagabondo” 

Alessandro Cagossi

NOVELLARA. Metti una sera il Nomadincontro a casa di Beppe Carletti, in video-diretta web su Facebook, per ricordare Augusto Daolio nel giorno del suo compleanno in cui avrebbe compiuto 74 anni. L’edizione 2021 della kermesse che celebra il compianto cantante della band novellarese scomparso nel 1992 quest’anno ha dovuto fare i conti con la pandemia, ma tra i tanti ricordi emersi legati alla figura di Daolio, intramezzati dai grandi classici interpretati da Yuri Cilloni alla voce e Carletti al pianoforte, durante la serata è stata annunciata l’uscita a fine aprile del nuovo disco di inediti registrato durante il lockdown. Duemila i fan collegati giovedì sera che hanno lasciato quasi tremila commenti.


A fare gli onori di casa, la sindaca di Novellara, Elena Carletti, figlia di Beppe (co-fondatore e tastierista dei Nomadi), assieme a Yuri Cilloni (cantante), Daniele Campani (batteria) e Massimo Vecchi (basso e voce); il chitarrista Cico Falzone e il polistrumentista Sergio Reggioli, invece, erano collegati dalle loro abitazioni rispettivamente in provincia di Parma e Porto Recanati (Macerata). Alla regia il fonico Athos Travaglini, che lavora coi Nomadi dal 1979. Ad aprire la scatola dei ricordi è stata la sindaca di Novellara: «Avevo 17 anni quando è scomparso Augusto, era un grande comunicatore, dai bambini agli anziani. Ecco perché ha trovato un profondo radicamento nelle persone». Carletti ha anche annunciato che l’associazione “Augusto per la vita” quest’anno donerà 9mila euro all’Università di Parma per la sperimentazione oncologica. «Durante i funerali di Augusto – interviene il padre Beppe – furono raccolti 20 milioni di lire. Io e Rosi, la compagna di Augusto che ringrazia i fan anche per la generosità dimostrata durante i tempi difficili del Covid-19, andammo a Milano dal professor Sandro Veronesi che ci consigliò di fare una borsa di studio per la ricerca sul cancro, che assegniamo regolarmente dal 1993». Carletti ha poi ricordato i 30 anni di vita, arte e lavoro passati con il compagno di viaggio Daolio: «Un artista che non conosce il passare del tempo: è amato anche da generazioni nate dopo la sua morte. Io e Augusto siamo partiti da zero e abbiamo fatto tanto, ma lui ha avuto molta considerazione post-mortem più di quanta ne abbia avuta in vita, come i grandi. Al nostro pubblico dico che ci manca la magia delle giornate del Nomadincontro, ci mancano gli spettacoli dal vivo. Dopo 58 anni sul palco, non so quando potremo cominciare. Ma abbiamo tanti progetti». Campani e Falzonehanno suonato con Daolio per due anni, dal 1990 al 1992. «Ho condiviso – ha detto Campani – tanti viaggi con Augusto, non solo per i concerti. È stato un grande maestro, mi ha insegnato ad essere curioso nella vita. Io lo vedevo come un vecchio saggio, ma adesso mi rendo conto che è morto a 45 anni. Chissà quante altre cose avrebbe potuto lasciarci con una vita più lunga». A ruota Falzone: «Era una persona che mescolava l'arte con la vita, che portava la vita di tutti i giorni sul palco. Aveva una voglia innata di stare sul palco, ricordo di tanti concerti che si sapeva quando iniziavano, ma non quando finivano. Fu il primo a leggere i biglietti che il pubblico gli lasciava sul palco, una tradizione che portiamo avanti». Massimo Vecchi e Sergio Reggioli sono entrati nei Nomadi nel 1998. «Augusto – ha detto Vecchi – ha lasciato segni indelebili nell'arte e nella vita. Vidi un concerto dei Nomadi a Reggio con mio padre, poi col tempo io e i miei amici ci appassionammo e andavamo a vedere tutti i loro concerti in Emilia-Romagna. Lo dico da fan, far parte dei Nomadi è qualcosa di incredibile». Ricorda Sergio Reggioli: «Ho conosciuto Augusto attraverso gli arrangiamenti dei brani storici, emozionandomi per le sue interpretazioni di gran spessore. Poi coi suoi dipinti sono entrato nel suo pensiero e nella sua filosofia. Il momento che mi unisce di più a lui è quando ai concerti interpreto al violino la versione strumentale di “Suoni” con tonalità che si avvicinano alla sua voce». Yuri Cilloni è l’ultimo arrivato, nel 2017, e di Augusto è l’erede: «Ho avuto modo di conoscerlo interpretando le sue canzoni nei “Lato B”, cover band degli stessi Nomadi fondata nel 1992, per cui conoscevo già a memoria molto del suo repertorio quando sono entrato nel gruppo».

A seguire gran finale con torta di compleanno e la voce di Augusto nell’indimenticabile “Io Vagabondo”. —

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