Ruby Onyinyechi Amanze e il disegno immaginario

REGGIO EMILIA. Artista nigeriano-britannica di Brooklyn, nota per i disegni e le opere su carta incentrati sull'ibridità culturale o sul «non nazionalismo post-coloniale» Ruby Onyinyechi Amanze è la protagonista del nuovo progetto “How to be enough” alla Collezione Maramotti. Si tratta della a sua prima mostra personale in Italia, che ha concepito un nuovo disegno pluridimensionale per la Pattern Room della Collezione, lavorando su una scala monumentale mai sperimentata prima. L’opera si compone di 15 fogli di carta che si estendono a tutta altezza e larghezza sulla lunga parete centrale della sala, dando vita a un grande “affresco su carta” contemporaneo. Amanze si concentra da anni sul disegno, lavora con tecniche diverse, dalla grafite agli acrilici, fino alle matite colorate, all’inchiostro, alla vernice. La spessa carta cotone su cui disegna non è per Amanze solo un supporto, non è trattata come una superficie bidimensionale, ma diventa medium sculturale e strutturale da manipolare, fragile e forte, con cui creare diversi livelli di profondità e di relazione con l’osservatore. Il suo immaginario fantastico si compone di alcune figure principali, che costituiscono le unità lessicali di un discorso che non si considera narrativo: la carta, le creature ibride, i danzatori, gli elementi architettonici, le piscine e i tuffatori, le motociclette, gli uccelli sono elementi che ritornano e si ricombinano tra loro in infinite configurazioni possibili. Il suo spazio non si identifica con un luogo specifico, ma rimanda a scenari fluidi, stratificati, immaginifici, con i quali l’artista, come lo spettatore, entra in una forma di relazione. —

G.B.


© RIPRODUZIONE RISERVATA