Lorenz Simonetti fa impazzire i social: raggiunti i 180mila follower su Tik Tok

Il cantante e pianista 19enne di Montecchio ora ha pubblicato il suo primo singolo “Disegna un cielo” 

MONTECCHIO. Non esageriamo se definiamo Lorenzo Simonetti - in arte Lorenz Simonetti, 19 anni, di Montecchio - una vera e propria rivelazione sicuramente del panorama musicale italiano. Studente al primo anno di Informatica all’Università di Parma, Lorenz ha le note nel sangue fin da piccolo, quando ascoltava le sigle dei cartoni animati e ne decodificava la melodia riproducendela alla tastiera. Oggi la sua consacrazione grazie ai social network, dove conta centinaia di migliaia di followers, specialmente giovani, proponendosi tra l’altro quale modello positivo del mondo virtuale. Il 5 febbraio scorso è uscito il suo primo singolo per l’etichetta MTmusic, dal titolo “Disegna un cielo”.

Cosa significa “Disegna un cielo”?


«Per me è la realizzazione di un lungo percorso iniziato quando ancora facevo la seconda elementare, anno in cui ho toccato il mio primo strumento. Racchiude una prima parte della mia vita musicale, fatta di esibizioni live, lezioni di tastiera e di canto. Da allora ho atteso il momento giusto, senza voler anticipare o lanciare un progetto che non avesse delle solide basi, maturate dentro e fuori il palco. Oggi è quel momento».

Perché oggi?

«Perché al singolo ho iniziato a pensare verso settembre/ottobre, dopo che, in estate, proprio perché mi mancavano le esibizioni dal vivo, ho aperto un profilo Tik Tok per cercare di non interrompere quella pratica. Così ho ideato format video basati su cover musicali. Il canale è esploso, il seguito è stato ed è ancora enorme e questo oltre alla soddisfazione mi ha lasciato un senso di dovere verso tutte quelle persone che spontaneamente mi hanno supportato. È stata una spinta incredibile: senza Tik Tok ora non saremmo qui».

Qual è il significato che il pezzo vuole lanciare?

«Come recita il testo “se questo è ciò che vuoi allora stringimi, disegna un cielo che può accoglierci”, un dialogo con la Speranza: un botta e risposta che raccoglie quanto fatto ma soprattutto che si proietta nel futuro, cercando di immaginarlo. Non solo, lascia che in tanti si possano immedesimare, si plasma sui desideri di chiunque abbia degli obiettivi da raggiungere nella vita».

Tecnicamente com’è stato realizzare e registrare per la prima volta?

«In realtà il tutto è nato come registrazione casalinga, qualche mese fa, in circa un’ora, dato che se sono ispirato in poco tempo scrivo testo e parte strumentale, che compongo comunque sempre in simultanea. Poi mi sono rivolto alla mia manager, Mary Tondato di MTmusic, che mi aveva scoperto qualche anno fa al contest “Je Sò Pazzo”, in memoria di Pino Daniele, dove ero arrivato fino alla finali nazionali. Poi la traccia del singolo è passata tra le mani di Fausto Cogliati, produttore multiplatino. Ci ha visto del potenziale e ha deciso così di scommettere su questo lavoro, tanto che sono andato nel suo studio di registrazione di Milano. Un’esperienza fantastica che mi ha lasciato a bocca aperta. Tra l’altro in fase di produzione il pezzo ha subito solo qualche piccola limatura, conservandosi come lo avevo concepito. Alla fine è nato “Disegna un cielo” che ha molti tratti riconducibili al pop internazionale».

Forse è nata una nuova tipologia di musicista, emblema del connubio tra social media e arte: come si sposano le due realtà?

«In effetti le due cose si intersecano, e anche bene. Al momento sono a oltre 20mila followers su Instagram, ma soprattutto ho superato i 200mila su Tik Tok, e alcuni miei video hanno fatto un milione di “mi piace”. Devo dire che - sebbene mi aspettassi questi risultati perché avevo studiato quali contenuti rimbalzassero più velocemente tra la mia community - non mi aspettavo un’esplosione così rapida. Ritengo che il segreto sia stata la costanza: ogni giorno da agosto pubblico uno o due video al giorno di cover musicali su Tik Tok più una live con i fans tutte le sere, prima un’ora Tik Tok stesso e poi una su Twitch. In questo modo, anche grazie all’algoritmo di Tik Tok che io definisco “gentile”, mi esibisco in live streaming con oltre 2mila persone in contemporanea improvvisando canzoni che loro mi chiedono. Per questo ho iniziato a monetizzare con i social in base alle visualizzazioni dei contenuti pubblicati. Ancora poco, ma qualcosa per non pesare sulle tasche dei miei genitori che in me hanno sempre creduto e investito».

Qualcuno contribuisce alla gestione?

«Nessun social media manager, o anche solo qualcuno che mi aiuti. È una mia scelta, in quanto ci sono dentro dall’inizio e sono perciò l’unico che può esattamente sapere come fare affinché la macchina continui a funzionare. Mio padre stesso si è offerto, ma sono convinto di questa individualità, perché il rischio è di portare il progetto lontano dalle idee. In questa maniera riesco ancora a regolarmi bene nell’arco della giornata: tra i vari video e le dirette impiegherò circa 4/5 ore giornaliere».

Un consiglio a chi si avvia ad entrare in questo mondo? Penso anche ai recenti fatti di cronaca…

«È vero che ci deve essere controllo dei genitori, ma se parliamo nello specifico di Tik Tok, io credo che ci siano diversi preconcetti. L’immagine di questo social è stata affossata sul nascere, sia perché visto come il “network dei balletti” sia per ragioni politiche che l’hanno etichettato come la piattaforma cinese brutta e cattiva che ci ruba i dati. Non voglio dire che il tema della privacy non meriti di essere affrontato, anzi, ma non vedo come Tik Tok possa essere più pericoloso rispetto ad altri social. Rispetto a Instagram si possono inviare messaggi solo a persone che si seguono vicendevolmente e non si possono inviare foto o video».

Si guarda già al futuro?

Certo, ma per dirlo è ancora presto. Molto dipenderà dal riscontro che avremo con “Disegna un cielo”. In base a questo decideremo, ma i contatti e la voglia ci sono». —

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