La stagione parte in streaming con Lonquich e Nicolas Altstaedt

L’integrale delle Sonate per violoncello e piano di Beethoven sarà eseguita stasera (ore 20.30) in un teatro Valli deserto 

REGGIO EMILIA. Se esiste un musicista che non ha bisogno di presentazioni, questo è Alexander Lonquich. Lo conosciamo come un pianista completo, direttore d’orchestra maestro di pensiero. Nato a Trier, in Germania, nel 1977 ha vinto il primo premio al Concorso Casagrande dedicato a Schubert. Da allora ha tenuto concerti in Giappone, Stati Uniti e nei principali centri musicali europei. La sua attività lo vede impegnato con famosi direttori d’orchestra e un importante ruolo lo svolge inoltre la sua attività nell’ambito della musica da camera. Infatti, ha avuto modo di collaborare con artisti del calibro di Christian Tetzlaff, Joshua Bell, Heinrich Schiff, Steven Isserlis, Isabelle Faust, Carolin Widmann, Jörg Widmann, Heinz Holliger, Frank Peter Zimmermann. Ad Alexander Lonquich, insieme al violoncellista Nicolas Altstaedt, il compito di inaugurare la stagione concertistica del Teatro Valli con lo streaming dell’integrale delle Sonate per violoncello e pianoforte di Beethoven questa sera, sabato 13 febbraio, alle 20.30.

Cordiale, profondo, denso di contenuti, Lonquich racconta di come sta vivendo in questi mesi. «Credo che un po’ tutti i musicisti abbiano sentito una profonda mancanza per non aver potuto svolgere normalmente il mestiere. Per quanto mi riguarda, ho impiegato questi mesi a conoscere nel profondo la Scuola di Fiesole di cui sono direttore dal 1° ottobre». E il pensiero è andato a Piero Farulli di cui l’anno scorso si sono celebrati i cento anni della nascita. «L’ho conosciuto, ma non benissimo. Non si parla mai abbastanza della sua etica, in ogni caso mi preme attualizzare l’eredità di questo mondo che ha costruito negli anni ’90. Il suo messaggio è ancora presente nella scuola in cui s’impara la musica a partire dalla più tenera età e presenta ramificazioni nel sociale con il corso per gli amatori, poiché Farulli considerava la musica come necessita primaria nel contesto sociale. Spero di esserne il degno successore».


Per quanto riguarda le musiche del concerto di stasera, Lonquich sottolinea la coincidenza nel nome di Beethoven: l’ultima volta che ha suonato è stato nel novembre scorso insieme all’Orchestra di Mantova con la quale è strato protagonista in qualità di solista e direttore, dei 5 Concerti per pianoforte, e ora riprende con il ciclo delle 5 Sonate per pianoforte e violoncello. «Entrambe le serie sono rivoluzionare e gettano uno sguardo sulla parabola compositiva del genio di Bonn dagli esordi alla maturità. Fin dalla prima Sonata si comprende come sia una grandissima musica: meravigliosa l’introduzione pianistica della seconda in sol minore che palesa un’espressività straordinaria. La terza sonata con il suo discorso ampio è la più facile da comprendere, mentre le ultime due sono complesse in quanto rivelano una concentrazione enorme in poche battute di contenuti divergenti che vengono collegati da Beethoven in maniera sorprendente. L’ultima si chiude con una fuga finale che ci porta lontano a tal punto che il senso del tempo comincia a vacillare».

Lonquich suona da dieci anni con Nicolas Altstaedt per il quale nutre un enorme stima: «Lo ammiro perché non è stereotipato e attraverso la sua grande sensibilità esprime un modo di suonare duttile capace di modellarsi sul suono degli altri strumenti».

Il programma del concerto è anche parte di un disco uscito recentemente per Alpha Classics, nel quale i musicisti si sono cimentati con strumenti d’epoca: Altstaedt per l’incisione ha scelto di usare un violoncello con corde di budello, un Guadagnini di Piacenza del 1749, suonando con un archetto classico, mentre Lonquich ha registrato suonando un fortepiano Graf del 1826. I due musicisti, nel teatro vuoto, stasera eseguiranno l’integrale delle sonate beethoveniane ripresi dalle telecamere del Centro Interateneo Edunova di Unimore e andranno in streaming su www.iteatri.re.it e sul canale YouTube della Fondazione dove resterà visibile per un mese. —

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