La cultura cerca di agganciare l’istruzione con l’alleanza fra danza, musica e teatro

Fondazioni e Istituto Peri verso progetti comuni, intanto il balletto va alla conquista di pubblici e palcoscenici diversi

REGGIO EMILIA. Nel fare il punto della situazione, in questo periodo anomalo quanto difficile che stanno attraversando le istituzioni culturali e la scuola, l’assessora all’educazione del Comune, Raffaella Curioni, presente nei giorni scorsi alla Fondazione Nazionale della Danza, rilancia per il futuro la centralità del Polo delle Arti sulla base del quale prenderanno il via nuovi progetti educational.

«Nel novembre 2018 abbiamo chiesto alla Fondazione I Teatri, alla Fondazione Nazionale della Danza e all’Istituto Musicale “Peri - Merulo” – spiega – di provare a costruire una sorta di collaborazione per realizzare i progetti con la città per cercare di meglio favorire la diffusione dei linguaggi creativi all’interno delle scuole, dalle medie alle superiori».


Il riferimento va al protocollo del Polo delle Arti firmato con le tre istituzioni e l’amministrazione comunale in particolare con il servizio Officina Educativa che si occupa delle scuole. «L’intendimento era mettere a sistema la collaborazione che in parte c’era già con i nuovi direttori delle tre istituzioni: Paolo Cantù, Gigi Cristoforetti e Marco Fiorini. Prima ognuno faceva un proprio percorso, poi sono nate delle collaborazioni partendo da esperienze, ad esempio con “Corpi Sonanti” che già avevano realizzato, ma ora le vogliamo valorizzare ulteriormente. Già nel 2019 siamo riusciti a fare un lavoro importante, mettendo insieme le forze: ragazzi, insegnanti, educatori, coreografi, musicisti, danzatori, registi. Abbiamo costruito la dimensione trasversale delle competenze. Se già allora avevamo tracciato dei percorsi chiari, nel prossimo futuro intendiamo intensificare la collaborazione con la finalità di portare dentro alle scuole i linguaggi creativi come modalità d’apprendimento, scoprire talenti tenendo in conto anche la valorizzazione dei luoghi significativi della città. Oggi sentiamo l’esigenza, di poter continuare a considerare questo tipo di istruzione sperimentale affinché si radichi maggiormente nel cuore delle politica formativa della città».

A tal proposito anche la Fondazione Nazionale della Danza sta cambiando pelle. In questo senso, secondo Gigi Cristoforetti la danza deve trovare pubblici e palcoscenici sempre diversi.

«Finora la formazione è stata uno strumento straordinario grazie ad Arturo Cannistrà per entrare in relazione con altre istituzioni cittadine, come l’Istituto Musicale Peri - Merulo o il Liceo coreutico. Ora il nostro obiettivo è anche indirizzarci progressivamente verso l’alta formazione. Stiamo lavorando per Emilia Romagna Teatri nella loro scuola per attori, e ci proponiamo di offrire opportunità di approfondimento professionale a coreografi giovani».

E ancora nella Fondazione della Danza c’è da tempo il desiderio di occuparsi della disabilità non solo per affermare un diverso virtuosismo, ma anche per mettere a disposizione di operatori di questo campo le loro acquisizioni. «Un altro esempio nasce dall’esperienza di ricerca sulla realtà virtuale che stiamo portando avanti proprio ora: ci piacerebbe condividerla con un programma formativo, in un momento nel quale le forme mediate di fruizione dell’arte sono diventate centrali. In sostanza, in questo momento a Reggio possiamo avere la fortuna di costruire un sistema a filiera, nel quale produzione, formazione, rapporti con il territorio e dimensione internazionale si armonizzano in un unico disegno. Un po’ di tutto questo già accade, grazie all’integrazione progettuale con I Teatri, con il Peri, e con Palazzo Magnani, o grazie alla collaborazione con Miche Merola e la sua compagnia. Si tratta, grazie al Polo delle Arti, di dargli una struttura più istituzionale». —

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