Riuniti in un volume di 160 pagine personaggi e luoghi reggiani

Sono gli atti di una seduta provinciale della Deputazione di Storia Patria che si è svolta nel novembre scorso nella chiesa di Regina Pacis 

REGGIO EMILIA. Scampoli del passato relativi a personaggi e luoghi reggiani sono stati fatti rivivere, ancora una volta, dagli studiosi della sezione provinciale della Deputazione di Storia Patria. E i loro rinvenimenti culturali - assimilabili in qualche caso ad autentiche scoperte archeologiche - sono stati divulgati nel corso di una seduta che si è svolta nel novembre del 2020 nella insolita sede della chiesa di Regina Pacis trasformata per l’occasione in aula accademica per rispettare le distanze e le limitazioni imposte dalla pandemia del Covid-19.

Gli atti di quel singolare incontro sono stati ora riuniti in un compendio di oltre 160 pagine stampate dalla Nuova Futurgraf che raccolgono una ricca e variegata collezione studi di elevato valore storico-culturale. Si spazia dalle vicende che richiamano ora Canossa ora Bismantova a quelle che narrano del cammino che ha portato al riconoscimento di Reggio Emilia quale culla della bandiera Tricolore; si arriva poi alla Breccia di Porta Pia e si transita attraverso argomenti normativi, feste, espressioni artistiche che ben dodici studiosi hanno sviscerato per coglierne i reali valori.


Sintetizza l’insieme la prefazione del presidente Giuseppe Adriano Rossi che affida la partenza delle ricerche alla ricorrenza millenaria della nascita di Papa San Gregorio e poi spazia in varie direzioni. Gli appassionati di storia reggiana possono attingere dall’insieme curiosità a piene mani. Impressionante il ventaglio bibliografico cui fanno riferimento i racconti alcuni dei quali sono arricchiti da immagini, documenti, volti e ritratti.

L’indice suddivide in tre sezioni i temi proposti dagli autori in modo volutamente personalizzato.

S’inizia con la seduta monografica di studio che all’indice riporta il richiamo di Rossi ai legami della Deputazione di Storia Patria con San Gregorio VII. Ecco poi l’altare come segno della storia, tema sviluppato da Giuseppe Adani e la riforma e il canto gregoriani rivissuti da Cesarino Ruini. Arrivano quindi tre contributi offerti da Alberto Ferraboschi che si sofferma sulla breccia di Porta Pia, da Anna Bertolini e Dante Battaglia impegnati nel ricordo di Bartolomeo Alfredo Deon, per chiudere con Sandro Ferrari che va a riscoprire il Castello di Gavasseto. Completano l’insieme sei comunicazioni svolte da Giulio Cavalieri (Bismantova e Polenta nell’ottica carducciana), Claudia Cavalieri (Bismantova e Polenta: regesto), Aurelia Fresta (E a proposito dell’ode “La chiesa di Polenta”), Maurizio Festanti (Una festa per la bandiera), Zeno Davoli (Alla ricerca della poesia), Rea Silvia Motti (Il ritratto di Guido Panciroli). —

L.V.

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