Fabio Banfo e Irama collaborazioni doc tra il drammaturgo e il cantautore rapper

L’attore e regista esce dalla fucina del centro MaMiMò e scrive testi di successo per l’artista sul podio dei talent 

Giulia Bassi

REGGIO EMILIA. Da sempre una delle prerogative del Centro Teatrale MaMiMò è coltivare e promuovere giovani drammaturghi: uno fra tutti il reggiano Emanuele Aldrovandi e tra gli altri merita di essere menzionato anche Fabio Banfo, monzese, ma reggiano d’adozione. Banfo è anche attore e regista, e recentemente ha iniziato una fruttuosa collaborazione con il cantautore e rapper Irama.


«L’ho conosciuto – racconta Banfo – perché insegnavo alla sorella. Mi ha coinvolto perché voleva scrivere un testo da presentare al talent show “Amici speciali” di Maria De Filippi”, dedicato George Floyd l’afroamericano morto durante un fermo di polizia a Minneapolis: una lunga e toccante pièce con la quale l’artista condivide la lotta alla violenza e al razzismo che in questi giorni si sta consumando in America. Gli ho dato delle idee, aveva bisogno di confrontarsi con un esperto del teatro... ne è venuto fuori un monologo difficile e nello stesso tempo toccante; abbiamo lavorato insieme collegandoci dal computer e il testo è piaciuto molto tanto è vero che Irama ha vinto».

La collaborazione tra i due è continuata con un altro monologo per la trasmissione in prima serata di Rai1 “Qui e adesso” di Massimo Ranieri dove Irama è stato ospite qualche settimana fa. Ma non solo… i due hanno recitato insieme un dialogo tra un padre e un figlio, che Irama ha scritto insieme a Fabio Banfo.

«Un figlio – racconta Banfo – che deve rivelare al genitore di essersi innamorato di una prostituta. Il dialogo introduceva la canzone Rolex (brano inserito nel suo primo omonimo disco uscito nel 2016 in concomitanza con il suo debutto al Festival di Sanremo). Insieme a Massimo Ranieri, in linea con quanto ha proposto ad Amici, Irama ha affrontato con coraggio con la voglia di mettersi in gioco, un altro argomento importante e spinoso come il confronto generazionale, gli scontri tra genitori, la prostituzione. In futuro continueremo a collaborare, infatti c’è progettualità per il futuro. Lui lavora nel mondo musica e non in quello teatrale e questo mi apre nuovi orizzonti».

Banfo in questi anni ha realizzato testi per spettacoli di successo, sempre su temi d’attualità o di cronaca come “Alfredino l’Italia in fondo al pozzo” che ha già debuttato qualche anno fa e che sarà ripreso nella primavera prossima in occasione del quarantennale della nota tragedia e l’evento sarà nei pressi di Vermicino a cura del Centro Rampi.

Lo spettacolo premiato come miglior drammaturgia al Doit Festival di Roma 2017 è il racconto della tragica vicenda del piccolo Alfredo Rampi, precipitato a 36 metri di profondità nel pozzo di Vermicino, e dei tentativi di salvarlo nelle 36 ore successive.

Una storia che ha sconvolto il paese nel 1981, con la prima diretta no-stop, un evento mediatico che doveva documentare una storia a lieto fine e che alla fine si è trasformato in uno shock collettivo nazionale. —

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