«Per il Natale più casalingo di sempre il riuso vale anche per il guardaroba»

I consigli della stilista Carla Gozzi: «L’ideale? Un maglione natalizio ma con la gonna di tulle» 

REGGIO EMILIA. Per un Natale un po’ strano e casalingo, anche il look deve adeguarsi. In che modo? Ce lo spiega Carla Gozzi, la style coach reggiana più famosa d’Italia, che abbiamo interpellato per avere qualche consiglio di stile per affrontare con il sorriso e la mise giusta queste feste davvero insolite.

Quest’anno il Natale non sarà come tutti gli altri anni, che consigli ci può dare?


«Questo particolare momento storico ci sta facendo capire quali sono le priorità e le cose di cui possiamo fare a meno. Se da un lato ci aspetta perciò un Natale di privazioni, soprattutto per quel che riguarda gli affetti e in tanti casi anche i beni, possiamo cercare di vederlo come una occasione per trascorrere le feste all’insegna dell’utilizzo di quegli oggetti e prodotti che sono lì nel nostro guardaroba e nella nostra cucina e che non abbiamo mai utilizzato o che non usiamo da un po’».

Quindi suggerisce un po’ un Natale all’insegna del “riuso”?

«L’idea che suggerisco è proprio quella di usare e di sfruttare veramente tutto quello che abbiamo già e anche di farlo con gratitudine».

Cosa propone in fatto di look, per lei?

«Essendo un Natale “casalingo” noi donne possiamo ripristinare il famoso Christmas j umper (maglione nartalizio) o il lunch wear, cioè il tipico abbigliamento da casa, rilassato, però sempre carino. Cosa intendo? Se abbiamo un tricot natalizio, magari col disegno delle renne, norvegese o islandese, scegliamolo. Ma non indossiamolo col pantalone della tuta sotto o i leggings; magari abbiniamolo con una bella gonna di tulle, degli stivali tipo Ugg, ma coordinati come colore. Poi rinfreschiamoci l’acconciatura e mettiamoci un filo di trucco».

E per lui?

«Questo vale anche per i signori maschietti: cioè è chiaro che per stare in casa non ti metti il tuxedo o il tight. Si possono ad esempio indossare un paio di pantaloni vigogna, in flanella grigia, una camicia bianca e sopra un cardigan. Il cardigan è un capo elegante dell’abbigliamento maschile un po’ in disuso ma che tornerà molto presto nella top ten del guardaroba di lui. L’ideale se tricot, con le trecce, bianco o comunque nei colori tenui o a fantasia. Il tricot è meglio se è con delle pesantezze importanti: è perfetto per il Natale che ci aspetta, in casa, in una situazione “cozy”, come dicono gli inglesi, quindi accogliente».

Il rosso è sempre il colore delle feste o si può optare ad esempio per un verde... segno anche di speranza?

«Il rosso e il verde sono i colori perfetti. Il rosso perché il colore della passione: ci aiuta a recuperare la voglia di vivere le emozioni, le nostre passioni, nella speranza di avverare i nostri sogni. Quindi il rosso non deve mancare nei toni dello scarlatto, scaligero o rosso fiamma. Poi il verde, che significa evoluzione, cambiamento; è associato alla natura, che a ogni stagione cambia, si evolve, perciò è nello spirito giusto di quest’anno in cui siamo stati un po’ in stand by, in riflessione forzata, per poi tornare a rivivere con una nuova consapevolezza. Scegliamo i verdi legati alla natura: color prato, oliva, cipresso, abete».

Qualche idea regalo?

«Pensando a quelle famiglie che non saranno riunite e che hanno anche dei familiari malati, il Natale deve essere concreto, meno frivolo. E anche i nostri regali parlano di questo. Consiglio sempre, se il destinatario non ha bisogno di cose particolari, di fargli vivere un’esperienza, naturalmente quando si potrà, di degustazione, di lettura, un corso con un personaggio famoso, uno scrittore, un musicista, un pittore o uno chef in base alle sue passioni. Quindi un regalo che non si esaurisce con dicembre ma che lascia dentro qualcosa. In alternativa, come dicevo, ci sono i regali utili: pensiamo a cosa serve realmente, domandandoci: ha uno zaino usurato? Non ha un porta computer?».

E per i più piccoli?

«Ai bambini non facciamo mai mancare i giochi, prediligendo quelli che richiedono una certa ingegnosità, riflessione e che divertono».

Infine, per la tavola ha qualche suggerimento?

«Anche lei quest’anno può essere all’insegna del riuso. Visto che saremo in pochi, sia per Natale che per capodanno, consiglio di recuperare tutti quei piatti, quei mezzi servizi dei quali abbiamo ad esempio quattro piatti perché due si sono rotti, tre bicchieri perché gli altri non li troviamo più… mettiamoli insieme e cerchiamo di creare una tavola “riciclata”. Magari anche con le sedute mescolate: quelle più spartane con quelle più ricercate. Sovrapponiamo più tovaglie, mantenendo una certa coerenza di tonalità. Utilizziamo segnaposti con materiali riciclati, come piccoli legni coi nomi scritti sopra, o creati con della carta da pacco o da regalo. L’impiattamento possiamo variarlo a seconda dei commensali, per rendere tutto più personale. In un Natale in cui patiamo un po’ la difficoltà di ritrovarci in tanti come eravamo abituati, in cui spesso esageravamo anche, pensiamo di ringraziare per ciò che abbiamo e facciamoci venire tante idee creative. Il riuso, il riciclo, la seconda chance, è un approccio moderno che farà la differenza nei prossimi decenni». —

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