Così “Altri libertini” si trasformò in successo teatrale

A Reggio Emilia l’idea di portare in scena l’opera di Pier Vittorio Tondelli alla Libreria del Teatro in un incontro fra lo scrittore e l’allora assessore Gasparini

REGGIO EMILIA. “Altri libertini”, la raccolta di sei racconti dello scrittore correggese Pier Vittorio Tondelli, compie quarant’anni. Pubblicata da Feltrinelli nel 1980, divenne in breve tempo un caso sia letterario, per l’originalità di stile e il successo di pubblico, sia giudiziario, in seguito al sequestro per oscenità e oltraggio della pubblica morale ordinato dal procuratore dell’Aquila, poi ritirato dopo l’assoluzione ottenuta, al processo, grazie a una memorabile arringa difensiva dell’avvocato e poeta reggiano Corrado Costa. La carica trasgressiva e l’attualità di quest’opera d’esordio, unitamente all’invenzione di un linguaggio che fonde parlato giovanile ed espressioni dialettali emiliane con citazioni letterarie, musicali, cinematografiche e fumettistiche, convincerà gran parte della critica a inserire Tondelli fra i maggiori narratori postmoderni italiani.

A TEATRO


L’idea di valorizzare e mettere in scena quei testi nasce dall’incontro, nel maggio 1985, alla Libreria del Teatro di Reggio, fra Giordano Gasparini, assessore ai giovani del comune capoluogo, e Tondelli, chiamato a presentare il romanzo “Rimini”.

In quell’occasione l’autore avanza la proposta e da quel momento si sviluppa un progetto che dalla libreria di Nino Nasi (amico e sostenitore di Pier Vittorio nell’avventura letteraria), si trasferisce a livello istituzionale con un’insolita (non solo a quei tempi) partecipazione diretta del Comune nella realizzazione dello spettacolo e il coinvolgimento, mediante un corso di formazione al Teatro Piccolo Orologio, di attori dilettanti reggiani da affiancare a interpreti di maggiore esperienza, quali Dario Parisini e Stefano “Sbarbo” Cavedoni (componenti del gruppo rock demenziale “Skiantos”), Margherita Volo e Barbara Rebeschini. Per l’elaborazione della riduzione teatrale, curata da un regista emergente, Gian Franco Zanetti, in collaborazione con Tondelli, vengono scelti tra i sei racconti (“Postoristoro”, “Mimi e istrioni”, “Viaggio”, “Senso contrario”, “Altri libertini”, “Autobahn”) il primo e l’ultimo, che diventano due atti unici consequenziali fra loro, coerenti rispetto all’obiettivo del libro di proporre non solo una descrizione, ma anche una riflessione sulla condizione giovanile degli anni Settanta.

LA RIDUZIONE

Postoristoro” e “Autobahn” vanno quindi a comporre la pièce teatrale “Altri libertini”, una “favola moderna” che partendo dalle manifestazioni drammatiche e crude di disgregazione, violenza e degrado concentrate in un luogo simbolo, il bar d’una stazione ferroviaria di notte, si conclude con un poetico viaggio in autostrada, verso una meta ideale chiamata Amsterdam, intrapreso dal protagonista non per fuggire dalla realtà, ma per meditare sulla propria esistenza e acquisire una nuova consapevolezza.

Lo spettacolo, prodotto dal Comune di Reggio (assessorati giovani e cultura) e dal Centro servizi e spettacoli di Udine, col patrocinio del Comune di Correggio, dopo un’anteprima al Piccolo Orologio debutta al Teatro Asioli di Correggio il 30 novembre 1986, con la compagnia di attori Altarte, la regia di Gian Franco Zanetti, le scene di Igor Tuveri, in arte Igort (già affermatosi in quegli anni come fumettista sulle riviste Linus, Alter, Frigidaire e Métal Hurlant), e una suggestiva immagine per il poster, la locandina e il programma di sala realizzata dal giovane artista reggiano Toni Contiero.

IL TUTTO ESAURITO

La “prima” registra il tutto esaurito e la presenza di critici quali Franco Quadri (Panorama), Ugo Volli (Repubblica) e Gianfranco Capitta (Manifesto), che nelle recensioni evidenzieranno, insieme a qualche carenza nella messa in scena, gli aspetti di maggiore interesse legati al libro e alla sua trasposizione teatrale, e in particolare, come afferma Quadri, “la precisione fotografica con cui Pier Vittorio Tondelli nei suoi racconti e Gian Franco Zanetti nello spettacolo hanno saputo cogliere il senso di una generazione”.

Anche questa volta “Altri libertini” provoca polemiche, limitate però all’ambito politico locale, con interpellanze presentate dai partiti di minoranza, nei consigli comunali di Reggio e Correggio, per contestare il finanziamento con denaro pubblico dello spettacolo, che sarà comunque replicato l’anno dopo al Teatro Ariosto, e concluderà la tournée a Udine.

L’esperienza vissuta su quel palcoscenico è rimasta impressa nella memoria di chi partecipò al corso di formazione del Piccolo Orologio, come Patrizia Garofalo, tra i principali interpreti di “Postoristoro” nei panni d’una vecchia stracciona di nome Molly. Patrizia decise, da quel momento, di intraprendere la carriera di attrice e ricorda che per caratterizzare il proprio personaggio passava molto tempo ad osservare la Candida, l’anziana clocharde reggiana sempre in giro con le sue grandi borse. Rammenta pure la soddisfazione per il successo, ma soprattutto non dimentica l’uomo affabile e gentile che durante le prove si presentava nei camerini con una bottiglia di prosecco. Era Pier Vittorio Tondelli. —

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