“Unci, dunci, trinci”, i canti della tradizione rivisti e corretti per ragazzi di ogni età

Reggio Emilia, autori del libro sono Fabio Bonvicini e Gianluca Magnani. Un libro tutto da leggere e da ascoltare grazie al Cd allegato

REGGIO EMILIA. “Unci, dunci, trinci, qualiqualinci, mirimimì…”. “Alla fiera di Mastr’Andrè ho comprato una ciaramella. Alamirè, alamirè …”. “La pecora è nel bosco, lerillerillellero…”. Sono alcune tiritere che molto di noi conoscono, che hanno cantato o sentito canticchiare tante volte. E ora sono raccolte in un libro musicale scritto da Fabio Bonvicini e Gianluca Magnani, con le illustrazioni di Giuseppe Vitale. Di fatto è il seguito di “Albero bell’albero” realizzato dagli stessi autori sempre per Corsiero Editore, che è andato talmente bene da meritare un bis. Ed eccolo qua. Di “Unci, dunci, trinci” ce ne parla Bonvicini.

Come mai avete realizzato questo volume?


«L’idea viene da lontano, da vecchi progetti fatti assieme per suonare di nuovo i canti della tradizione popolare tosco-emiliana, ma anche dal successo, editoriale e di concerti dal vivo, di “Albero bell’albero” che è ormai giunto a ridosso della quinta ristampa».

Dove avete scovato questi canti popolari?

«Sono il frutto di anni di lavoro di entrambi, sia nell’ambito delle scuole, che in quello della ricerca presso informatori non più giovanissimi, che frutto di diverse frequentazioni musicali in giro per l’Italia. Abbiamo centinaia di canti registrati da diverse fonti, il nostro lavoro è stato quello di sceglierli, sistemarli, ripulirli e riarrangiarli per dare loro una veste più adeguata al tempo sonoro che viviamo».

Nel libro c’è scritto che è un “concerto per ragazzi di tutte le età”. Un libro musicale per tutti, è possibile?

«Rispondo con un aneddoto. Durante un progetto con le scuole primarie di Cognento, in provincia di Modena, ho raccolto il canto “La storiella delle fate”. Me la cantò un bambino che mi disse che l’aveva imparata dalla bisnonna 95enne. Poi, durante la presentazione di “Albero bell’albero”, l’abbiamo eseguita e, alla fine, si è avvicinata una signora anziana che ci ha detto che a quella canzone mancava un pezzetto e ce l’ha cantata. Tutti i pezzi del mosaico sono andati al loro posto e si è composto quel piccolo gioiello. Ecco, da un bambino e la sua bisnonna, a un’altra nonna, il percorso si è completato. In fondo, almeno una volta siamo stati tutti bambini».

Lei è un musicista oltre che insegnante di lettere e scrittore. Anche l’altro autore, Gianluca Magnani, è musicista come lei. Ecco svelato il perché questo libro si può (anzi si deve) anche ascoltare, oltre che leggere, grazie al cd allegato.

«Qui si fondono le nostre due anime, mia e di Gianluca, lui più rockettaro, io più letterato e legato ai suoni della tradizione; il mix che ne esce è quello che troverete in Unci».

Ci sono illustrazioni bellissime di Giuseppe Vitale che vi ha fatto anche un simpatico ritratto tipo “menestrelli dei giorni nostri”. Può andare come definizione?

«Mah sì, perché no, e lo ringrazio. In fondo giriamo per scuole, piazze, teatri e altri luoghi a portare musica e cultura – almeno crediamo – e quindi siamo un po’ dei cantastorie».

Il libro è dedicato a Chiara, “luce accesa sul mondo”. Chi è?

«È la figlia di un anno di Gianluca. Speriamo che Unci sia un viatico di felicità per la sua giovane vita».

Avete già in mente un seguito?

«Sì, certo. Le idee sono tante… e di certo Unci non sarà il nostro ultimo lavoro assieme». —