Tre attori reggiani su Rai Due per la serie tv “L’alligatore”

Quattro puntate tratte dai best seller di Carlotto. Nel cast, voluti dal regista Daniele Vicari, anche Eleonora Giovanardi, Andrea Gherpelli ed Enrico “Chicco” Salimbeni 

REGGIO EMILIA. Ben tre reggiani per il canto dell’Alligatore. Nei giorni scorsi ha debuttato su Rai2 una delle serie tv più attese del 2020, “L’alligatore”, basata sugli amatissimi romanzi di Massimo Carlotto che mettono al centro Marco Buratti detto “l’Alligatore”, padovano ex cantante blues, finito in carcere per aver inconsapevolmente ospitato un terrorista e diventato quasi suo malgrado investigatore privato. Uno dei personaggi più famosi della letteratura italiana del nuovo millennio, al centro di una decine di romanzi in cui è sempre affiancato dal gangster Beniamino Rossini e dal consulente Max La Memoria, accusato di terrorismo.

Nel cast assemblato dalla Fandango per il regista Daniele Vicari, uno degli autori di punta del cinema impegnato italiano, compaiono tre nomi ben noti nel Reggiano ma non solo: Eleonora Giovanardi, Andrea Gherpelli ed Enrico “Chicco” Salimbeni.


La Giovanardi è Virna, con la quale Buratti ha una delle sue tante e tormentate relazioniuna delle tormentate relazioni di Buratti; Gherpelli interpreta l’antagonista forse più celebre, il sadico Giorgio Pellegrini; Salimbeni veste invece i panni del malavitoso veneziano Bruno Celegato ne “Il corriere colombiano”, puntata basata sull’omonimo testo.

La serie ha debuttato il 25 novembre su Rai2 con buoni numeri e recensioni più che buone. Le puntate saranno in tutto quattro e gli episodi otto: le prime due sono già disponibili su Rai Play.

La curiosità è altissima per un’epopea che dagli anni ’90 ha raccolto intorno a sè centinaia di migliaia di lettori e fatto di Massimo Carlotto uno dei principali autori italiani: conclusione beffarda per una persona che ha iniziato a scrivere la sua surreale vicenda di perseguitato politico finito in Messico e poi in carcere in Italia senza vere responsabilità, una storia a metà fra l’Alligatore, in cui gli elementi autobiografici non mancano, e Puerto Escondido. I romanzi di Carlotto hanno ottenuto un meritato successo soprattutto grazie allo stile asciutto, alla forza dei personaggi e alla capacità di raccontare le tante decadenze italiane, dalla corruzione di Padova e del Nord-Est al traffico di medicinali, dalla sospensione della democrazia del G8 di Genova (raccontate da Vicari nel film “Diaz”) alle guerre di mafie italiane ed estere che tanto influenzano l’economia contemporanea. Romanzi, quelli di Carlotto, nei quali atti pieni di violenza si intrecciano a momenti più intimi, immancabili gli approfondimenti eno-gastronomici e soprattutto tanta tantissima buona musica. Ingredienti che ritroviamo nel passaggio dalla pagina allo schermo. Ingredienti che ritroviamo nelle immagini della serie girata tra Padova e Roma fra la fine del 2019 e l’inizio del 2020.

L’attore principale è Matteo Martari, veneto purosangue chiamato ad affrontare un ruolo non semplice. Con lui la sempre bravissima Valeria Solarino nei panni della cantante Greta, grande amore sfumato dell’Alligatore, e i due soci di ogni avventura, il malavitoso milanese Beniamino Rossini interpretato da Thomas Trabacchi e l’intellettuale del gruppo, Max La Memoria, ruolo affidato a Gianluca Gobbi.

E poi, appunto, la 38enne Eleonora Giovanardi, la barista di fiducia dell’Alligatore nella celebre “Cuccia” e Andrea Gherpelli impegnato con la perfidia fascinosa di Giorgio Pellegrini, l’unico “cattivo” comparso in più lavori e al centro di altri lavori di Carlotto.

Con loro, nel “Corriere Colombiano”, compare Chicco Salimbeni, oggi diviso fra la carriera di attore e quella di coltivatore di castagne nel suo Appennino Reggiano. Salimbeni è Bruno Celegato, marinaio, trafficante amante delle colombiane e del Giappone privo sia di scrupoli che di rimorsi. —