Il grande sogno di Crispino si è realizzato: «La fotografia, una passione diventata realtà»

Tornitore e fresatore, a Reggio Emilia dal 1979, racconta il suo percorso: «Ho lavorato sodo sin da bambino, ora il riscatto» 

REGGIO EMILIA. È una storia dai contorni epici da leggere anche come un’esaltante corsa verso una meritata affermazione artistica i cui risultati oggi oltre ad essere inequivocabili sono ben visibili. È la storia della passione per la fotografia che ha portato Enzo Crispino, nato a Frattamaggiore (Napoli) nel 1964 e impegnato come tornitore e fresatore a Reggio, dove vive dal 1979, a collaborare con Vogue Italia e con l’agenzia Art+Commerce di New York e, sempre nella Grande Mela, fa parte dell’agenzia americana per fotografi Freelance Blink.

«A 50 anni dopo aver lavorato sodo anche da bambino per aiutare mio padre che doveva mantenere otto figli, ho deciso quasi per desiderio di riscatto di fare qualcosa di personale, di sviluppare il mio sogno, la mia passione per la fotografia (che fino ad allora praticavo come hobby) iniziando a studiarla davvero. E l’ho fatto di notte – spiega Crispino – e contemporaneamente leggevo libri di poesia: Alda Merini, Pier Paolo Pasolini, Pablo Neruda a cui attingo molto. Leggo le loro poesie, estrapolo i versi che mi coinvolgono per associarli a delle mie immagini costruendo un progetto fotografico».


Il risultato di questi studi sono scatti pregnanti dai contorni pittorici intimi ma anche estroversi, in quanto narrano storie, che pensando ad un maestro di riferimento, fanno venire in mente il grande Luigi Ghirri dal quale lo stesso Crispino afferma di aver tratto ispirazione. In ogni caso dall’estero (come capita sovente con gli artisti italiani) sono arrivati i primi riconoscimenti... da ultimo, proprio venerdì scorso il suo progetto “Sulle orme di John Constable” e “Incontro con William Turner” è stato pubblicato in California sulla rivista “Artist Portfolio Magazine” nel numero decennale della rivista composta da 300 pagine. Solo tre artisti italiani sono stati selezionati, su 184 di tutto il mondo.

Sempre in questo mese Crispino è stato pubblicato in Francia per la tredicesima volta sul prestigioso L'Oeil de la Photographie con il progetto “Fading away”. Con riluttanza, Crispino racconta dei suoi successi: sembra che ancora non creda, oppure è così concentrato sulle cose da dire che è già oltre. In ogni caso continua a lavorare come tornitore in fabbrica, pur dimostrandosi giustamente orgoglioso non per un senso di appagata ambizione, ma proprio essere riuscito a trovare la chiave giusta ad esprimere la sua straordinaria creatività. «Quando il 24 agosto del ’79 mio padre è scomparso – ricorda – ho giurato davanti alla sua bara che avrei raccontato qualcosa di mio per riscattarmi e dimenticare anni terribili in cui tutti in famiglia per mangiare abbiamo lavorato fin da bambini. Perché dovevamo aiutarlo. Poi ho capito che studiare, dedicarmi alla fotografia, mi faceva stare bene. Così ha passato le notti seguendo corsi online, apprendendo dai tutorial gli aspetti tecnici dell’arte fotografica, come si costruisce un progetto, una story telling, come creare associazioni con la poesia».

Così, mentre prendevano forma le sue idee, Crispino sentiva una profonda soddisfazione mentale. «Parlando di fotografia – ammette – mi sembra di rinascere, prendo un libro di poesia di punto in bianco non mi sento più oberato, all’improvviso mi si apre la mente e trovo una nuova forza». A dir la verità sulla scia di questi indiscussi riconoscimenti internazionali dovuti a uno stile inconfondibile imperniato alla “fotografia artistica”, importanti “consacrazioni” sono arrivate anche in Italia. Per il terzo anno l'Accademia Internazionale Significazione Poesia e Arte Contemporanea di Roma gli ha conferito il Diploma al Merito in Arte con l'opera “The newspaper” al Premio Apollo Dionisiaco 2020 mentre, nel maggio scorso, è stato ammesso per meriti artistici all’Accademia Internazionale d’Arte Moderna di Roma in qualità di Socio di Merito con nomina a Maestro in Arte Fotografica. —