I soldati reggiani ora hanno un nome dopo il riordino dei fogli matricolari

Reggio Emilia, Istoreco presenta il lavoro iniziato alcuni anni fa dedicato alle reclute delle classi dal 1910 al 1930 

REGGIO EMILIA. La storia delle vecchie generazioni reggiane. Da alcuni anni, l’istituto storico Istoreco sta lavorando al riordino di un archivio denso e complesso quanto prezioso, quello dei fogli matricolari dedicati alle reclute reggiane delle classi dal 1910 al 1930, i giovani della nostra provincia che nella prima metà del secolo fecero il servizio miliare e poi parteciparono, in molti casi, ai conflitti in cui venne coinvolta l’Italia, dalle guerre coloniali in Africa alla Seconda Guerra Mondiale.

Si parla di circa 70mila persone in totale, giovani e giovanissimi poi diventati i nonni, gli zii, i parenti dei reggiani di oggi. I ricercatori stanno leggendo, valutando e scannerizzandolo ogni singolo documento, annata dopo annata.

A lungo, il materiale non è stato consultabile in città, ma solo a Modena, dopo procedure complesse. Dopo la chiusura del distretto militare reggiano, infatti, i fogli matricolari sono stati depositati all’Archivio di Stato di Modena – la città da cui Reggio dipendeva per questioni militari dopo la chiusura del distretto autonomo – e quindi finora non consultabili nella loro sede naturale.


Per sottrarre questa documentazione ai rischi del deterioramento, per fornire un supporto alle attività di ricerca storica e – elemento non da poco – per soddisfare le legittime richieste delle famiglie, l’istituto storico ha avviato un progetto di digitalizzazione a cui possono aderire tutti i Comuni della provincia reggiana. Gli enti pubblici che sostengono questa attività di Istoreco con una sottoscrizione – e diversi lo hanno già fatto, come Correggio, Castellarano e San Martino in Rio – potranno fornire ai loro abitanti un pezzo di memoria locale.

I Fogli dei soldati coscritti reggiani delle classi 1910-1930 contengono la narrazione dettagliata della vita militare di 70.000 concittadini in armi, gran parte dei quali impegnati nelle guerre coloniali e nella Seconda guerra mondiale. Fra loro, sono diverse migliaia i soldati che dissero “No!”, ricordati anche nel Giorno della Memoria per la loro deportazione come Imi – Italienische Militär-Internierte.

Il progetto totale prevede la digitalizzazione dei fogli di 72.270 soldatini reggiani, per circa 145.000 scatti fotografici. Le ricercatrici e i ricercatori hanno già completato le annate dal 1910 al 1914, con 84 volumi, 19.019 schede e 39.570 immagini scansionate. In queste settimane è in lavorazione la classe 1915 con 14 volumi, pari a 3.550 matricole. Il lavoro è a poco più di un quarto dell’epoca, il prosieguo dipenderà dai sostegni degli enti pubblici locali. —